"Si guardano, con la coda dell'occhio.
Vorrebbero osservarsi il viso a vicenda, ma non possono. Non è il loro destino. Non sono lì per quello.
Si accontentano di vedersi riflessi l'uno nel profilo dell'altro.
Linee di ferro abbracciano il suolo umido.
Un rumore improvviso ma atteso, un pò di luce. Si parte.
Scintille scoppiettanti. Le lame piangono, sentono il peso su di loro, ma lo fanno in silenzio, è il loro compito.
Dopotutto, c'è di peggio, e loro lo sanno.
Due schegge sfrecciano, una accanto all'altra, perfettamente parallele.
Sono sorelle, sono gemelle, sono unite nella sorte. Una aumenta la velocità, non ce la fà più a reggere quell'agonia, vuole fuggire, scappare.
Addio, Arrivederci, forse ce l'ho fatta, Buon viaggio amica!
Ma subito la delusione, pochi istanti ed eccole di nuovo, entrambe, come sempre.
Ora ho capito, è una gara!
Però nessuna sembra voler vincere.. vogliono solo arrivare, portare a termine il loro compito, quello per cui sono state create, e arrivare. Ma dove?
Ci sarà una fine? Se lo chiedono.
Si ferma. Volti di uomini sfocati, fantasmi con storie sulle spalle e vite tra le mani.
Sono vetro e acqua, insieme. Poesia.
Poi mi chiedono perchè mi piaccia la pioggia".
DESTINI DI FERRO testo di veronica