Contenuti per adulti
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A volte accade.
E non sono i venti turbinanti della tempesta imminente, quanto piuttosto la luce che si sgrava da certe immagini. Allora, perturbanti, quelle invadono i miei spazi di addormentamento.
A volte accade.
Figure femminili, acide, si compongono terrificanti e si scompongono, ruotando su se stesse. Improbabili macchie scure scivolano, come olio, in una soluzione liquida.
Cerco di fissarle, mantenerle ferme, ma la mia attenzione cade su altre bocche assassine che mi chiamano ed occhi che ridisegnano, ogni volta, forme distorte e spaventose di volti e mezzi volti, per poi stracciarsi.
Nel buio più nero, tra rane molli, c'è sempre una creatura tentacolare che dal suo fondo mi risucchia. E poi c'è lei, sullo sgabello del diavolo, col suo fare seducente.
Quindi, chiedo, è così che andrà?
Mi anestetizzerete, mi aprirete il torace e collegherete la circolazione sanguigna ad una macchina. Sarò un fantoccio nelle vostre mani.
Poi fermerete il mio cuore per sostituire le valvole che mi hanno accompagnato in tutti questi anni.
Vedi come potrebbe risultare facile, a quel punto, lasciare questa vita zoppa(?) perché, quando mi rianimerete, chi vi garantisce che io voglia tornare?
La prima volta ha prevalso l'istinto, una sorta di azzardo, ma questa volta c'è una consapevolezza diversa, piena, di sapere la vita, questa meravigliosa vita bastarda che vi conduce alla metafora del viaggio, a sensi senza senso, ad un continuo eccetera eccetera, lasciando conti in sospeso, passi stentati, o bianche puledre sciolte e letti chiavati.
E c'ho lavorato tanto su questa cosa della scrittura, convinta che la poesia potrebbe essere l'unico motivo che valga la pena, per non lasciare che tutto resti nel segreto delle mie mura, per correre ancora un po', non più col cuore in gola.
Se non avrete più notizie di me... sappiate che vi ho amato senza pietà.