Contenuti per adulti
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Deve bastare l’amore a graziare questa nostra sete?
mentre oscilla pendolare tra il tuo cuore e il mio, ebete,
in questo andare e venire perpetuo, privo di scali,
neon intermittente, on-off, tic irretito in iridi uveali.
Amore che sublima in brina oppure brucia lento come cero
poi divampa, lasciando foreste incantate incrostate di nero,
nel rosso amaranto e amareggiato dei nostri ventricoli.
Deve bastare l’amore quando tutto tace stretto nei tentacoli
di una piovra, emettendo versi asfissiati dalla tristezza,
la felicità sospesa nell’attesa di sfiorarci, di sfuggita, come brezza.
C’è terra bruciata tutt’intorno e fumo negli sguardi,
ma le mani ancora scavano nelle carni,
ma le mani ancora si cercano tra ristagni palustri,
cercando fertilità corrotte tra i residui dei canestri,
resistendo,
resistendo.
S’apre una falla in quest’alba di baci e candore,
di membra che cercano tepore nel tremore,
nel timore di non essere abbastanza,
l’un per l’altro, di non essere abbastanza.
Fuggi, fuggo, che dici, fuggiamo insieme?
Sotto l’arco di un Cupido allucinato, l’amore geme,
millanta sette colori, si vanta, mentre io mendico
e chiedo intrighi di serenità satura d’indaco,
chiedo d’incatenarci a radici di mandragora,
d’intingere rosso nel rosso della tua aura.
Ed è quest’oggi quell’oggi?