I momenti possono essere ingannatori, il loro ricordo potrebbe suscitare qualcosa che al tempo non era.
I ricordi sono quadri dalle innumerevoli interpretazioni, e quanto è bello autoingannarsi che un ricordo fosse davvero come lo si immagina.
Lunga la strada fu per arrivare, ed io incauto in macchina, tra quelle strette vie, scorgevo te, sincera anche quando fingi, che nulla tangeva l'innata riservatezza.
Riservata soggiacevi tra le poche emozioni ed i sobbalzi che le buche generavano, io invece imprecavo.
Il paese era vicino, ma l'oscurità lo avvolgeva, anche se di lì a poco, il sole avrebbe prevalso.
Salite.
Ricordo solo quelle, salite e buche, strettoie e sobbalzi, ed il tuo viso, i tuoi capelli moventi, ed io che rabbia incutevo alle buche per non versare malessere a me stesso. Poiché di sola rabbia il mio essere può colmarsi dopo tali giorni. Più ti guardavo, più le buche odiavo.
Vi sono grato mezzi e uomini, che il mio capro espiatorio, le buche, avete generato, senza di esse la mia rabbia sarebbe cresciuta ed il mio malessere non sarebbe cessato.
Arrivammo e la mia fervida immaginazione creò una carrozza, che dopo un lungo viaggio, io stesso mi accingevo ad aprire per accoglierti nel luogo promesso, reggendo la mano ad aiutarti nel balzo della discesa.
I cavalli c'erano anche, ma della carrozza nessuna traccia.
Scendesti dall'auto senza il mio aiuto, come tutti gli esseri umani fanno.
Era ancora notte. Trovammo una grande panchina e lì, il calore di quanto avrei voluto starti accanto non è paragonabile alla grandezza del cosmo. Ma il forte inganno del mio bimbo interiore spinse alla rinuncia, coricarmi accanto a te, senza sfiorarti. Rimanemmo avvolti dalle tenebre e tu sola accanto a me, ed io solo in compagnia di te, pervasi da due attese differenti.
La notte fu sorpresa e l'alba diede vita alla luce, ma di luce io non ero pervaso ed anzi agognavo l'abisso. Attendo ancora.
Adesso che la mia vita hai impoverito, entrandoci, non mi resta che ingannarmi di ricordi caldi, anche che se solo di fuoco fatuo riempiono le mie notti bianche.
Ricordo mi rivolgo a te, per favore, cullami tra le tue finzioni, al costo di mentirmi ardi la legna delle mie emozioni e dipingi la tela del mio inconscio, firma la tua opera con il divino, e immergimi tra le notti di un cielo stellato in una attesa infinita d'amore. Ingannami
Notti bianche testo di WeirdMachine