A caso

scritto da C.A.T.
Scritto 5 anni fa • Pubblicato 5 anni fa • Revisionato 5 anni fa
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Autore del testo C.A.T.

Testo: A caso
di C.A.T.

Va tutto bene, tutto perfetto.
O almeno così dice qualcuno.

E allora perché mi manca il respiro?
Perché mi tremano le mani?
Perché questo buco nella pancia?
Questo vuoto incolmabile?

Cosa sto sbagliando?

Ho ordine, organizzazione, un bel programma triennale da seguire punto per punto, senza possibilità di perdersi lungo la via. E là in fondo il premio: un pezzetto di carta tutto bello e lucido, un diploma con cui ricominciare, la promessa di un futuro migliore.

Bello. Ma falso.

In realtà è tutto improvvisato e approssimativo, come sempre. Un bel safari triennale de percorrere a caso, finché magari non ci si ritrova in un bel vicolo cieco. Un luogo come un altro per farsi dimenticare.

Certo magari sto sbagliando, magari dovrei solo resistere, perseverare... e ringhiare, mordere, e fare il cane...

O forse dovrei avanzare come un serpente, strisciare silenziosamente, scrutare con sospetto, sondare costantemente l'ambiente circostante alla ricerca di un'occasione... e poi ridurre lo scontro ad un singolo istante, un morso velenoso, una stoccata dritta al cuore... e poi via, di nuovo a strisciare nell'ombra. Freddo, chirurgico, impersonale.

Oppure potrei fingere di avere un'anima in carburo di tungsteno e procedere sulla mia traiettoria come una pallottola perforante, attraversando qualunque cosa incontri sulla mia via senza odio né dolore, senza mai conoscere rimorso. Niente di più che una massa in movimento che attraversa un corpo inerte, dissipando energia cinetica e generando calore, trasformando e trasformandosi, consumando e consumandosi fino a raggiungere il punto di massima entropia. Nulla più che un evento a caso, del tutto insignificante agli occhi dell'universo.

Già... forse potrei. Ma la verità...

...la verità è che mi tremano le mani. La verità è che ho un buco nella pancia, un vuoto incolmabile che non mi lascia respirare.

La verità è che vorrei soltanto infilare la testa sotto le coperte e dimenticarmi di tutto, cancellare dalla memoria questo mondo incoerente e perdermi nel tuo abbraccio. E poi addormentarmi respirando il tuo respiro, e sognare forse, e lasciare che il calore di quel rifugio possa arrivare a sciogliere il mio cuore vetrificato.

Sarebbe bello.
Cavoli se sarebbe bello.
Peccato che tu non sia altro che una fantasia.

Perciò... beh... penso che farò come sempre.
Domani mattina al mio risveglio mi alzerò e prenderò una direzione a caso, fingendo di sapere dove stia andando, camminando con la giacca ben chiusa e le mani nelle tasche, respirando adagio.

Chissà, magari ci si fa l'abitudine, dopo un po'.
A caso testo di C.A.T.
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