Sentire di avere radici E in nessun luogo trovarle Perché ogni luogo È solo un fondale di scena Dove questo attore Morente di nostalgia Giace mesto, dietro le quinte.
Sono volti che sbiadiscono E voci che si spengono Come lucciole schiacciate Per inconsapevole gioco.
Straniero che guarda Con invidia e gelosia avvinte Stranieri che insieme Calpestano Marciapiedi Nei cui tombini si riversa La pioggia dei ricordi.
Ma proprio tu, per orfane radici Sei l'ubertoso giardino L'angolo di terra che le alimenta L'agognata isola del ritorno La pace del tramonto E il desiderio dell'aurora.
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