Riflessioni ironiche

scritto da Bianca Art
Scritto 18 anni fa • Pubblicato 18 anni fa • Revisionato 18 anni fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di Bianca Art
Bi
Autore del testo Bianca Art

Testo: Riflessioni ironiche
di Bianca Art

Ho sempre avuto un punto fisso, un pallino nella mente, come la famosa tortura della goccia cinese…mi sono sempre chiesta che senso avesse venire al mondo, o meglio, cosa farò io al mondo e per il mondo…qualcosa di utile? Lascerò il segno? Sarò necessaria? O tutto di me si dissolverà, il ricordo, il segno, ogni traccia del mio passaggio? Passando macchierò di inchiostro i libri di storia, o sarò solo un alone, una traccia lieve che tocca la terra prima di sparire inghiottita dalla moltitudine di ombre senza nome ne volto che hanno popolato il pianeta? Se si leva un grido in un lontano paese africano, di una donna che soffre, qualcuno lo ascolterà? E se sarò io a gridare? Qualcuno potrà anche solo sentirmi? Un uomo qualunque, in una terra di nessuno, perde la speranza di vivere, inizia a sopravvivere senza nemmeno sapere quando ha smesso di fare una cosa e ha iniziato a fare l’altra…e sulla terra, i grandi i, potenti…cos’hanno di diverso da noi tutti? Tutto e niente. In realtà mi rendo conto solo ora che a me non è mai importato veramente di tutto questo, lascerò il segno, non lo lascerò? Mi viene solo da pensare che potrebbe essere un’ottima canzone…Poi mi riscuoto e mi dico che no…questo è un egoismo simulato, anche se esistente…è un concetto difficile, ma non lo è poi tanto: abbastanza da confondere una mente poco allenata e disgustarne una sveglia. Quello che non capisco è come può il caso dominare l’universo. Mi rispondo che non è il caso, che siamo noi che facciamo il nostro destino, che intrecciamo gli uni con gli altri i fili delle nostre vite…ma è possibile? Ancora non l’ ho capito, aspetto con impazienza l’illuminazione divina. Che non verrà. Sarà il caso a determinare la rilevanza del mio passaggio su questo pianeta? Improbabile…ma una volta che si è eliminato l’impossibile, quello che resta, per quanto improbabile, non può che essere la verità, come diceva Sherlok Holmes. Allora la verità qual è? Tutto ciò che ho fatto finora è stato chiedermi giorno dopo giorno che cosa avrei fatto per il mio domani. Senza rendermi conto del mio grave errore. Oggi è il mio domani. Lo so senza ombra di dubbio, ma questo non mi dà la forza di agire, per me stessa quanto per gli altri. Allora? Cosa faccio? Sono sicura che un modo lo troverò…ma di fare cosa? Ho trovato: da oggi in poi il mio scopo sarà la mia felicità, al massimo anche quella di un paio di persone a me care.
Ecco. Ho trovato la differenza tra me e i grandi, i veri grandi: loro pensavano anche agli altri. Per gli altri intendo i famosi sconosciuti senza nome ne volto. Con questo non sto tessendo le lodi dei grandi…erano uomini come tanti altri, amavano, ridevano…però erano meglio di me. Di noi tutti, ma in realtà erano come noi tutti. Solo che hanno aperto gli occhi prima. Prima di lasciare questa terra e tutti i suoi guai. Allora sarò una di quei grandi, e il mio naso sarà su quella cavolo di montagna di cui non ricordo il nome…quella con i presidenti degli stati uniti…no probabilmente no…sono italiana…beh…lascerò il segno amando e odiando…e spero di imparare a farlo più intensamente possibile…esattamente come i grandi…ma con qualcosa in più: la certezza di non esserlo.
Riflessioni ironiche testo di Bianca Art
0