Il perfetto sostituto

scritto da Roal
Scritto 3 anni fa • Pubblicato 3 anni fa • Revisionato 3 anni fa
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Autore del testo Roal

Testo: Il perfetto sostituto
di Roal

IL PERFETTO SOSTITUTO

Di nuovo mattina. Gus si alzò a fatica dal letto, maledicendo quei bicchieri di troppo della sera prima. In cucina la macchinetta del caffè era già pronta per essere accesa, la marmellata alle prugne già  spalmata sulle fette biscottate e la tv già trasmetteva i cartoni animati. 

Trovò Paul seduto su una delle quattro sedie sgangherate vicino al camino, il suo posto preferito. Non ricordava da quanto tempo vivesse con lui, né tanto meno come si erano conosciuti. Forse era un amico dell’infanzia: uno sbiadito ricordo gli sussurrava che in fin dei conti doveva essere così.

“Buongiorno”.

Paul si limitò ad un piccolo cenno con capo. 

Gus accese la macchinetta e prese due tazzine. Come ogni giorno mise anticipatamente mezzo cucchiaino di zucchero in ognuna delle due.

“Per me senza zucchero”.

“E da quando bevi il caffè amaro?”.

“E tu da quando non ti fai gli affari tuoi?”.

“Come siamo nervosi questa mattina”.

Paul sembrava gracchiare come un vecchio corvo bisbetico. La sua voce aspra e roca avrebbe potuto irritare anche il più tranquillo degli uomini.

Pur condividendo la casa non erano soliti uscire insieme, nemmeno per una passeggiata. Si ritrovavano per lo più a colazione e a cena, all’inizio e alla fine della giornata.

“Farai tardi anche oggi”.

Gus bevve il caffè in un solo sorso e finì le fette biscottate in un battibaleno. Non era ancora in ritardo: secondo i suoi calcoli gli rimanevano ben 20 minuti per lavarsi e vestirsi a meno che quel giorno il treno non sarebbe arrivato puntuale. 

“Perché non te ne resti a casa oggi? Scommetto che nessuno noterà la tua assenza. Anzi scommetto che se mi presentassi al tuo posto nessuno noterebbe la differenza”.

“Peccato che non sapresti neanche dove cominciare”.

“Suvvia Gus, non renderti più ridicolo di quello che già sei. Sei soltanto uno stupido ingranaggio facilmente sostituibile”.

“E vorresti sostituirmi proprio tu”.

“Non credo tu abbia capito appieno il punto della questione e questo di certo non mi sorprende. Non solo ti sostituirò, ma sarò te in tutto e per tutto. A quella gente non frega nulla di quello che sei e te lo dimostrerò”.

Gus si infilò i pantaloni noncurante delle provocazioni di Paul. Era una persona rispettata, non aveva mai avuto una discussione con nessuno in ufficio e tutti gli volevano bene o almeno così credeva. Un flebile dubbio cominciò ad insinuarsi nella sua mente, dopotutto fino a che punto lo conoscevano. 

“Proprio così: nessuno conosce veramente chi sei perché a nessuno è mai importato di saperlo. Ma è arrivato il momento di cambiare, di uscire dal tuo anonimato. Vedrai che mi ringrazierai, presto o tardi lo farai.

Ora è tempo di andare, addio!”. 

Gus sentì la porta sbattere, non fece in tempo a dire una sola parola che Paul era già in strada. 

Fece per girare la maniglia, ma la porta non si aprì. Cercò disperatamente le chiavi in ogni angolo della casa: non erano da nessuna parte. 

Preso dalla rabbia e dallo sconforto cominciò a prendere a calci e a manate quella maledetta porta, chiamò a gran voce aiuto, certo che i numerosi residenti del condominio sarebbero accorsi rapidamente. 

Non venne nessuno ed a poco a poco la sua voce cominciò a diventare più bassa, le pareti più grandi così come tutto l’arredamento. Le sue urla erano ora poco più di un sussurro.

Stava lentamente scomparendo, Paul aveva preso il sopravvento e presto non ci sarebbe più stato un Gus. 

Forse un giorno avrebbe ritrovato la forza per tornare.

Forse…

Il perfetto sostituto testo di Roal
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