Cocco, uno dei cani del canile...

scritto da evilspirit
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A te, piccolo tesoro, che ora hai una famiglia che ti ama...
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Testo: Cocco, uno dei cani del canile...
di evilspirit

21 Dicembre 2005

Seduta sotto la pioggia e sotto l’affetto dei “miei” cani ritrovo il sorriso. Come sempre riescono a rapirmi dal mondo comune, portandomi nel loro di coccole e giochi.
Quei cani, si gli stessi che molte persone denigrano tanto… Riescono a farmi vedere gli aspetti più belli della vita. Fiduciosi aspettano giorni, mesi, anni… quella mano e quel affetto che possono accompagnarli per il resto della vita.
Fedeli e solidali nei nostri dolori e nelle nostre tristezze; compagni e amici nei momenti di gioia e serenità.
Se incroci il loro sguardo… li vedi illuminare. La loro coda comincia a roteare come un turbine, e tutto prende un altro colore. Ti guardano con rispetto e ammirazione. Si, i cani. Ma gli uomini sono ancora in grado di guardarti allo stesso modo? Nei nostri occhi umani, riesci a leggere lo stesso amore che emanano quelli di un cane mentre osserva quasi incantato il suo “padrone”?
Spesso mi fermo ad osservarli, nella loro semplice complessità di animali. In ognuno di loro riesco a percepire quella scintilla, quella fiammella che alimentata divampa in un fuoco d’amore.
Per qualche minuto al giorno che gli dedico… mi regalano ore di estrema allegria.
Stamani, ad esempio, leggevano in me la stanchezza e la tristezza di una notte passata immersa nei pensieri, e un inizio mattina non proprio dei migliori; mi si sono avvicinati con delicatezza. Ognuno chiedendo una carezza, una coccola… un bacio. Esattamente ciò che noi vogliamo dalle persone a cui teniamo. E’ a quel punto che mi sono seduta. Con le gambe incrociate. La pioggia batteva forte sulla mia giacca come sul loro manto. Ma stavano lì, al mio fianco. Un po’ spiazzati da questo mio comportamento inusuale. C’è chi si è seduto vicino, porgendomi la zampa… e guardandomi con gli stessi occhi che mi han protetta per 7 anni… cercava la mia mano per baciarla timidamente.
C’è chi invece… mi zampettava addosso, felice finalmente di vedermi alla sua “altezza”.
Una lacrima bagna quasi impercettibilmente il suo pelo. Mi guarda, quasi parlando, balza in piedi e mi fa cenno di seguirlo, scattando in avanti continuandomi a guardare; e mettendosi nella tipica posizione canina, di chi vuol invitare al gioco.
Sorrido.
Ce la sta mettendo tutta.
Mi alzo e mi accuccio sulle gambe. Saetta verso di me, mi da un bacio volante e corre nuovamente via.
Sapeva bene di dover essere nella sua casetta; ma come tutte le mattine si vuole far “prendere”. La porta era ancora aperta, ma decide di entrare saltando dalla finestra. . . . Dimenticandosi,forse, di non essere proprio piccino. Così rimane con le zampe posteriori ciondoloni di fuori, e mi guarda dalla porta con aria imbarazzata.
Scoppio a ridere.
Con la testa bassa si avvicina nuovamente e alza ancora una volta la zampa. Gli accarezzo il petto e lo bacio sul muso, mi guarda soddisfatto con gli occhi che brillano, e l’aria di chi è riuscito nel suo faticoso intento.

“Forza Cocco! Ora si sta fermi qui dentro!”. Gli dico mentre indico la cuccia. Entra tranquillo e lascia chiudere senza problemi la porta. Mi avvio verso l’uscita e controllo che sia rimasto dentro. Chiudo il primo cancello, arrivo al secondo… e con un abbaio mi richiama all’appello “Ehi!! Sono uscito!! Sono bravo, eh?!”
”COCCOOOOOO!!!!”
E guardandomi contento, scatta verso la cuccia rientrando nuovamente dalla finestra…
Cocco, uno dei cani del canile... testo di evilspirit
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