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Il mio primo giorno cominciò fra le urla di mia madre
che in quello stesso giorno vide le lacrime di mio padre,
diviso fra quegli occhi lucidi fra amore e odio contrastante
di rammarico e speranze che lo rendevano più distante,
cosa comportò quel loro sogno di una notte d'estate
annegato dentro a tante lacrime versate.
Io nato con con un sogno così tanto grande
con la colonna sonora di mille ambulanze,
in questo mondo che tende a uccidere le speranze
dove ho dovuto faticosamente imparare
quanto costa vivere con le aspettative sulle spalle.
Io morto soffocato in un respiro, in un istante,
in un lungo ed eterno silenzio assordante,
vittima del mondo che si nutre di vane speranze
che incontrarono la morte dentro a una luce accecante;
io nato dopo lunghi dolori fra le corsie di un ospedale,
io costretto a portare il peso di una croce troppo grande,
per saperti morta nella stessa sala in cui la vita nasce
e in cui venire al mondo fu il mio primo peccato mortale.