Ignoranti a vita! Che condanna!

scritto da Sylvia Plath
Scritto 4 anni fa • Pubblicato 4 anni fa • Revisionato 4 anni fa
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- Nota dell'autore Sylvia Plath

Testo: Ignoranti a vita! Che condanna!
di Sylvia Plath

Cosa si intende con cultura? Nell’uso corrente del termine, la cultura ha a che fare con lo studio e l’acquisizione di conoscenza più o meno raffinata, ed è spesso certificata da diplomi o lauree. Da questo punto di vista le persone si distinguono in colte ed incolte.
Quello che siamo è il risultato dell’incontro di natura e cultura. Abbiamo una certa statura, la pelle di un certo colore, i capelli scuri o biondi, eccetera, ma il modo in cui acconciamo i capelli, il fatto di lasciarli crescere o tagliarli, o l’usanza di praticare tatuaggi sulla pelle, o il modo di vestirci appartengono alla cultura.
Per natura possediamo la capacità di parlare, ma è grazie alla cultura che impariamo una lingua particolare. Anche gli atti più naturali, come mangiare o il sesso, hanno un aspetto culturale che è determinante: quello che mangiamo effettivamente deriva dalla cultura cui apparteniamo, così come il modo in cui concepiamo gli atti sessuali.
La cultura o civiltà è quell'insieme complesso che include conoscenze, credenze, arte, morale, diritto, il costume e qualsiasi altra capacità e abitudine acquisita dall'uomo in quanto membro della società.
Cultura è la stessa cosa che la filosofia… ciascuno di noi è un poco filosofo: lo è tanto più quanto più è uomo.
Cultura, filosofia, umanità sono termini che si riducono l’uno nell’altro... essere colto, essere filosofo lo può chiunque lo voglia, basta vivere da uomini, cioè cercare di spiegare a se stessi il perché delle azioni proprie e altrui, tenere gli occhi aperti, curiosi su tutto e tutti, non addormentarsi mai, non impigrire.
La cultura non si eredita, si conquista...



Ignoranti a vita! Che condanna! testo di Sylvia Plath
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