I giorni

scritto da Filippo Carradori
Scritto 14 anni fa • Pubblicato 14 anni fa • Revisionato 14 anni fa
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Autore del testo Filippo Carradori

Testo: I giorni
di Filippo Carradori

Ciao, voglio raccontarti una storia, la storia di tutti noi, siediti, mettiti pure comodo e ascolta le mie parole svolazzare nell’ aria.
È questa la strana storia dei giorni.

Vedo una donna, che siede tranquilla su di uno scoglio e suona con cucchiai d’ argento su bicchieri di cristallo. Calma, tranquilla e felice, ma felice per niente, suona, suona, suona, suona, suona, suona e suona. La musica però non serve a fermare il tempo, l’ unica cosa importante per lei era il presente, ovvero il niente. Passano i giorni ma lei resta lì, morta, i cucchiai consumati, i bicchieri rotti.

Volo adesso fino al cielo, e tocco ad una ad una tutte le stelle che ci abitano. Oh quanta luce. Mi poso su di una e la guardo, la guardo, la esploro, poi mi fermo e dormo. Comè comoda la mia stella. Sogni felici come di giorni, che non passeranno mai, che non passeranno nemmeno tra 30 anni. Giorni passati a ridere, ad agitarsi e piangere per il presente, ovvero il niente.
Stella spenta.

E infine ecco un bambino, corre, corre che sembra non pesare nemmeno un grammo, su un prato di tulipani preziosi come mulini, ma lui, il bambino segue una farfalla. Senti le sue ali battere? È molto bella e non si fa prendere, nè adesso, nè mai. Batte, batte le ali, il bambino inciampa, su di un ramo e cade, stramazza e la farfalla vola.

Ecco i giorni passare, una bella convivenza al suo scadere, le onde si innalzano, cancellano i ricordi di tutte le impronte, svanite, come giornate finite.
I giorni testo di Filippo Carradori
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