Simposio (ovvero il Pantheon Loungebar)

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Testo: Simposio (ovvero il Pantheon Loungebar)
di M3L4N-K0R0550

Luci soffuse narcotizzanti proiettate su tappeti finti
indiani; narghilè, vapori, una pianta di ginseng:
John Lennon è fumo nelle casse, Gin Lemon e zenzero 
e tè nero si mescolano nel bicchiere di vetro; 
così l'ipnosi (ha inizio): gli amici i fidanzati
le bocche gli occhi s'incrociano si baciano
su tappeti finti indiani che sembrano veri:
ribes menta erbe di montagna canapa fragola 
sale dell'Himalaya e rum, vodka e tequila (cedri siciliani)
non fanno star tranquilla
Marta che piange incubi
nella nebbia. Martino la consola; ha solo
sedici anni e non sa, non sa davvero.
In imbarazzo stanno gli altri tre
(ma intanto bevono e fumano e bevono:
sorseggiano l'aria di un'estate mitologica
fresca e logica per niente: dionisiaca
afrodisiaca, timida e rosa e aulentissima 
come le rose infuse in quei cocktail
da favola orientale...
cercano, tutti insieme, il cieco piacere sociale
adolescenziale-rituale
negli anfratti che ri-emergono dalla loro cieca 
abissale 
insondabile
esistenziale
inconsapevole
solitudine. 

Ma oggi
il Pantheon Loungebar è (chiuso) come una tomba.
Marta e Martino, Pinco e Pallino e l'altro
sono diventati vecchi; hanno (quasi) scordato
l'erotico sogno esotico, leggero e pesante
come il silenzio.
Al suo posto, una chimerica lapide fantasma.
Vi si legge:
no,
non ve lo dico, che cosa si legge:
aleggia, ormai, il silenzio del Tibet...
e ognun per sé lo sa, cosa si legge. 

Simposio (ovvero il Pantheon Loungebar) testo di M3L4N-K0R0550
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