Quante margherite vede il mare?

scritto da SARAH T.
Scritto 8 mesi fa • Pubblicato 8 mesi fa • Revisionato 8 mesi fa
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Autore del testo SARAH T.
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Ispirata a Hero e Leandro, questa poesia dà voce alla sacerdotessa condannata a custodire l’amore senza viverlo. In bilico tra devozione e desiderio, la sua confessione svela un conflitto struggente: può l’amore essere un peccato, se nasce puro?
- Nota dell'autore SARAH T.

Testo: Quante margherite vede il mare?
di SARAH T.

Fin dove arriva il mio dovere?

Fino all’orlo dell’abisso,

Dove l’amore bussa

E io gli chiudo la porta con mani tremanti.

Mani che non posso immergere,

Che la devozione vuole candide,

Intatte.

Eppure il cuore, stanco della sua gabbia,

Vorrebbe fuggire dal petto,

Tuffarsi,

Fendere le acque

Fino a ritrovare il suo gemello.

Proteggo l’amore – soprattutto da me –

Come un bambino si cela alla guerra,

Come un desiderio si spegne nel tempio.

Attendo la notte,

Complice muta del mio tradimento,

Come il corpo stanco accoglie il sonno.

Ho abitato il buio,

Nutrita di silenzio e obbedienza,

Ma ora una luce sommessa

Mi sanguina tra le dita:

Lama sottile, ardente, che non perdona.

Tra onde che sussurrano il tuo nome,

Afrodite tace,

Finge di non vedere, di non udire,

Capricciosa, distante, divina.

E io, divisa tra cuore e giuramento,

Chi sono,

Se non due donne nello stesso respiro?

Una che prega,

Una che ama,

Una che teme,

Una che sfida.

È davvero empio concedersi?

Lasciar cadere il cuore

Come una margherita nel mare?

E ora,

L’acqua, che un tempo tracciava il mio cammino d’amore,

Mi restituisce la morte:

Un abbraccio silenzioso

Che non potrò mai reclamare.

Quante margherite vede il mare? testo di SARAH T.
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