Un ginecologo

scritto da Fringuello
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chi ha una passione la segue, fino a che' può.
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Testo: Un ginecologo
di Fringuello

                                  Un eroe dei nostri giorni.

 

Fin da ragazzino era stato molto attivo, non proprio sentimentalmente, ma in senso molto più concreto.

Si chiamava Benedetto, da chi non si sa, perché aveva un solo pensiero, era ossessionato dalla patata.

Un pò come tutti gli adolescenti raggiunto lo sviluppo, direte voi.

Ma no molto di più, la chiedeva a tutte, non la mano che non era in età.
Non c’era nella sua città una,una sola a cui avesse mancato di fare la fatidica domanda.
A cominciare dalle amiche, passando per le compagne di classe, poi di scuola spingendosi fino alle professoresse.
 Ed aveva sempre in faccia il segno degli schiaffi di quelle che non avevano gradito la richiesta.

Ma non che amasse la bellezza muliebre, quella era un dettaglio, bastava che fosse viva e “patato- dotata”.

Pensando sempre a ciò lui non studiava, perso nei suoi vagheggiamenti kamasutrici.

Stava attento soltanto alla lezione  di educazione sessuale, ma non per imparare, bensì per cogliere in fallo il professore per poi salire in cattedra a spiegare.

Quando poi non era occupato nel suo gioco preferito , dormiva, non faceva che dormire, a parte un minimo di tempo per mangiare. Doveva recuperare forze diceva lui.
Sua madre vedendolo sempre così magro e scheletrico gli diceva- tu devi avere il verme solitario... comunque anche stamattina t'ho fatto l'ovetto sbattuto.

Così pure seguiva religione, non per fede ma per far schiattare di rabbia il professore, che di solito era un prete.

Si perché poi, era venuto a sapere, dove il sacerdote svolgeva la cura delle anime che sempre accompagna la vocazione.

Ora, non che il sacerdote fosse un santo, ma quando lo doveva confessare, Benedetto confessava proprio tutto, senza niente tralasciare.

E il prete diventava d’ ogni colore, e s’aiutava con tecniche di respirazione, cercava di staccare l’attenzione, ma Benedetto le raccontava così bene, che finiva che il prelato crollava e cominciava a balbettare la formula dell’assoluzione. E lo mandava via con penitenze di centinaia di preghiere varie ed assortite e periodi dì astinenza.

Ma poi prese la licenza media, cosa che avvenne per ordine del preside, che preferiva non mettere alla prova quello che avrebbe potuto fare in una classe successiva.

Cosa scegliere per le superiori? A questo punto lui aveva un obiettivo, da grande, ma dai, no!? voleva fare il ginecologo.
La scelta cadde sul liceo scientifico.

Ed all’improvviso si mise a studiare, e molto; con meraviglia di tutti. Serio, compìto, sempre volontario, per tutto il corso il primo della scuola. Una sola ragazza per volta e neanche perversa più di tanto, insomma, un ragazzo esemplare.

All’università manco a dirlo, dava lezione ai professori, finì per avere il massimo con lode e pubblicazione della tesi, dal titolo, la ninfomania, cause ingeneranti e patologie correlate, loro trattamento clinico.

E iniziò a seguire la specializzazione in ginecologia, molto professionale, deontologia perfetta mai una avance con una paziente.

Ma le infermiere, però quello, era libero terreno di conquista, e pure le altre, dottoresse, le colleghe. E pure quelle che rispondevano nisba, sportivamente apprezzavano la faccia tosta.
Ma non tutte quelle che conquistava erano alla sua altezza in quanto a smanie e resistenza, cosi loro soddisfatte e sfinite.

E lui rimaneva inappagato e finito il lavoro , mangiava in tutta fretta e si chiudeva nella sua stanza e si sfogava.

Prima di slogarsi il polso si fermava.

 Alla fine concluse brillantemente la specializzazione, con larga competenza teorica e pratica.

Doveva solo decidere fra pubblico e privato e in quale città esercitare, con i suoi titoli e pubblicazioni, dovunque sarebbero state porte aperte.
E sarebbe stato nel suo elemento naturale, pensò fra se , forse sono un po' malato, col tempo mi calmerò un po', e poi sopporterò questa mania, cercando di non dare troppo nell’ occhio.

Un dubbio atroce all’improvviso lo colse.
In tutta la mia carriera non ho mai fatto un controllo, un controllo approfondito, è arrivato il momento…

Prese il coraggio, tutto, e fece il giro, urologo, poi endocrinologo, poi sessuologo , poi psicologo e infine il cardiologo.

Tutto bene, tutto bene, tutto bene, ma il cardiologo: lei con la super attività s’è rovinato il cuore, un'altra botta di vita potrebbe esserle fatale.

Ma in fondo, per lui la vita era quella.

Devo chiudere in bellezza,si disse.

Fece un giro in città, la più bella che vide, sfrontatamente la arpionò, sapeva bene come si rimorchia, ma al dunque, fece una figuraccia e per la vergogna il cuore non resse.
Ricoverato d’urgenza e salvato per un pelo finì pessimamente, qualsiasi emozione sarebbe stata un pericolo.
Stia attento, lo congedò alla fine il dottore,- non si emozioni-,
Dottore, disse lui, ma che gusto c’è?
Si abituerà, su Topolino, Tex e ed anche nei classici Marvel ci sono storie interessantissime, non pianga, su, che il cuore s’affatica! Coraggio!
E fu così che per il resto della vita non vide mai più una f*ca.

Un ginecologo testo di Fringuello
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