John Root ( tempo di lettura 2min e 30

scritto da Francesco Giardina
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Autore del testo Francesco Giardina

Testo: John Root ( tempo di lettura 2min e 30
di Francesco Giardina

Mi presento: sono John Root, robot e superutente che ha il supercontrollo di sbloccare i permessi speciali alla radice di ogni parola.

La radice o morfema – per alcuni (morfina) – lessicalmente dà  significato a tutto, ma solo a quello: per il niente bisogna  parlare con un vegetale chiamandolo per nome e digitando il suo numero verde,  intelligente e artificiale. Oppure,  rivolgersi al mio assistente virtuoso:  Gigolò Gugol.

Come dicevo, la radice o morfema o meglio morfina, allevia il dolore, e si differenzia dalla parte finale che si chiama desinenza o (residenza), che invece dà informazioni su genere e numero, civico e comune, terra e provincia.

L'indirizzo indizio è già una inconfutabile prova della comune disgrazia malcapitataci: il protocollo residenziale inizia ormai per tutti in www.punto e io mi collego,  a volte, alla Bedda Sicilia.
Altre, invece, mi capita di fallo e divagare  da anonimo Borbone od omonimo barbone, penetrando l’ altrove radura.
Mi succede spesso quando vado in siti porno-letterati.

Le mie radici sicule mi concedono il lusso dell'omertà, e non aggiungo altro se non in presenza del mio Avocado; al massimo assegno cenni come fossero funzioni del mio senangolo metamatico e metà fisico o, se preferite, assegno purissime finzioni al mio  frutto fantastico, figlio del mio Coseno materno.

Gli studiosi della  cinetica moderna, per i quali lavoro da diversi anni,  mi hanno chiesto una prova di resistenza: misurare la radice quadrata degli alberi genealogici.
Ebbene, ecco cosa ne è venuto fuori. Doverosa promessa: i risultati del test sono protetti da diritti e conservati nell’ archivio botanico comunale della sede.

Incrociando dati, dadi e dita, ciocche venuto fuori è interessantissimo. Ovvero, è emerso che Siamo tracce e trecce senza punti e cardinali, ma credo ancora che, con un po' di chirurgia estetica, potremmo d’ anche farci ricrescere il senno, prosperoso d'altro.

Urge, a mio molesto avviso, una sorta di protesi di bellezza, non al silicone, che moderna ci sostenga la chioma, allo scopo di non farci cadere le rette sulla testa, le vette sotto i piedi e le tette sotto le palle.

Conclusione: i calvi possono ancora sognare.  E anche i muti sordi e i cechi. Vi sembra poco? Non direi.   

Quello che posso dirvi sul piano  personale è che la mia radice non è quadrata perché sono nato tondo e dove mi allatto tuttora dice tutto e non dice niente.
Si potrebbe dire di un fonema a pronuncia inglese che, tradotto in parole povere, suonerebbe più o meno così: si scrive root e si pronuncia rut, il mio bel paese..
Non vi ho detto brutt eppure vi ho detto tutt perché quando uno fa un grosso rut quello è per sempre: entri da amministratore in un altro circolo di bellezza. E trovi nuovo mondi e nuovi intenti, ti proponi di buoni neuroni  e ti rallegri di propositi e, senza proposizioni e imposizioni, ti predisponi e ti ricomponi a compiacimento del tuo buon umore.

È più di un di amante; la nostra origine non specifica: sa di citta-della... sconosciuta. Nella fattispecie la mia è una preposizione semplice, super titolata e super articolata, un diadainconsupertrafra incompiuto, un tir a molla lasciato andare e di brutto, con la brocca aperta, finché la radice della gola non esce dall’ invaso esofageo: evaso sonoro, sborgo Panormus.

Sono   una specie di supereroe, no glovobal. Mi consegno solo alla questura d’ altura.
Dove sono nato è Zona Espansione Nuova: Futura bonsai perché cresciuto a Coltura Zen, un po' mediorientale e un po' mediaccidentale. Ho fatto solo le medie; non volevo dispiacermi né le piccole né le grandi cose.

Ecco, cosa aggiungere? Ah, che per me la radice è imprescindibile: o sta sopra o sotterra o sottoterra. Che siamo piccole radici da coltivare.
Che abbiamo sempre un fottuto bisogno di sentirci dire da qualcuno un buffo:
“bonsai che ti amo tanto?”

John Root ( tempo di lettura 2min e 30 testo di Francesco Giardina
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