Viaggio in Abruzzo

scritto da HMMurdock
Scritto 5 anni fa • Pubblicato 11 ore fa • Revisionato 11 ore fa
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Racconto ispirato ad alcune contingenze post-pandemiche... senza riferimenti espliciti
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Testo: Viaggio in Abruzzo
di HMMurdock

Volevo organizzare da tempo un viaggio on the road in Abruzzo insieme ad un mio amico “artista libero pensatore”. Lui dice che questo viaggio dobbiamo farlo assolutamente perché ha promesso di portare delle arance calabresi ad un cantautore di Avezzano.

Il concerto tributo a Ivan Graziani è previsto il 29 gennaio 2021, io ho già prenotato il posto online e fatto il bonifico per il biglietto. Ho inoltre prenotato il pernottamento di una notte in un B&B a qualche km da Guardiagrele. Il viaggio dovrò farlo in macchina: il sito internet della Michelin dice che ci vogliono circa sei ore, ma con me alla guida diventano minimo otto. Parlo di questo progetto a mio amico qualche settimana prima mentre prendiamo un caffè al bar del rifornimento. Il mio amico è molto interessato però dice che deve guidare lui e dobbiamo andare con la sua auto. Io in realtà avevo già previsto di andare con la mia perché mi hanno chiesto un passaggio fino a Chieti una signora e sua figlia Albianca che deve raggiungere un amante “sincero confidente” all'università; poi il mio amico dice che in realtà anche lui avrebbe da portare con sé altri amici quindi mi sa che ci vuole un minibus privato. In quel momento, come al solito a quell'ora, arriva il furgoncino del centro medico Onlus e scendono le tre infermiere operatrici sanitarie che ogni mattina vengono a prendere il caffè in questo bar. Con una scusa entro anch'io e guardo i loro bellissimi capelli, poi esco fuori e il mio amico dice che è riuscito a convincere l'autista del furgoncino ad affittarcelo per la settimana dal 28 gennaio al 3 febbraio, però dobbiamo partire la sera del 28 perché in giornata serve a loro. L’infermiera coi capelli biondi verrà con noi perché le piace la canzone d'autore (o almeno così dice). Io chiedo se hanno l'autoradio con l'entrata USB per la chiavetta loro dicono di sì, però durante il viaggio bisogna evitare di ascoltare canzoni natalizie che parlano di morte o di capelli di infermiere. Qui comincio a farmi qualche domanda e avere qualche dubbio… vabbè, poi approfondiamo: tanto a guidare sarà il mio amico e io mi occuperò della gestione della playlist ho accuratamente e a malincuore ripulito dalle “canzoni proibite” la mia “Vertigine stupenda”, cioè la chiavetta USB rossa che ho comprato con il denaro che mi restava del mio primo stipendio da insegnante dopo aver pagato da bere tutti i miei amici per festeggiare il trasferimento in Basilicata. La sera della partenza fa un freddo cane, ma le luci dei lampioni sulla Statale 106 danno un fascino incredibile, mentre metto le mani nella tasca del mio pantalone di juta dello Utah per riscaldarmi. Il contatto mi porta alla mente il dolce fluire di una melodia d'autore di altri tempi. Non sarà facile fare questo lungo viaggio con una playlist così limitata. Per fortuna l'equipaggio è ben nutrito: uno dei passeggeri supplementari è un certo “Padre dell'Alba Bianca alla fine della Notte Ostile”; si è dato questo nome perché discende da una tribù amerindia di “Città del fiume Orso”. Fuma un sigaro dall’odore infernale e vorrei chiedergli di spegnerlo perché non ce la faccio più, il mio amico mi dice di sopportare perché è l’ultimo che gli è rimasto e non potrà comprarne altri fino al ritorno. Infatti li vendono solo in un autogrill sull'autostrada Taranto-Bari e noi all'andata dobbiamo fare un'altra strada: c’è da prendere all'aeroporto di Grottaglie un nuovo passeggero, un certo Cleto che arriva con un volo charter da Israele alle quattro di mattina. È un ex bandito che un tempo rapinava i treni, ma essendo figlio di gente onesta a un certo punto aveva rinunciato al malaffare dopo un colpo; purtroppo i suoi complici, tre angeli di ghiaccio, non glielo avevano perdonato e avevano ammazzato suo padre investendolo sull'autostrada al confine regionale tra il Molise e l'Abruzzo. Adesso era tornato per vendicarlo, ma aveva bisogno di una pistola nuova perché sull'aereo non gli avevano permesso di imbarcare armi. Albianca e sua madre ora dormono su due dei tre sedili in fondo, mentre il terzo è occupato dall’amerindio che ha finalmente spento e buttato via il sigaro. Sui sedili intermedi invece sono seduti Cleto e l'infermiera bionda. Quest'ultima, dopo aver bevuto un calice di fiori, ha rivelato che dovrà proseguire il viaggio fino alla clinica di Val Vibrata dove la attendono due colleghe per una riunione in cui decidere chi tra i pazienti psichiatrici potrà essere dimesso: preoccupa molto il caso di un paziente russo che sembra sia fuggito dal reparto venerdi scorso dopo aver picchiato un altro paziente. Quindi saremo in sette: quattro maschi e tre femmine e uno di noi resterà a bocca asciutta. Ma no, in fondo questo è un viaggio di impegno e di cultura.
(to be continued)

Viaggio in Abruzzo testo di HMMurdock
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