Le Culle del Silenzio

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Questa lirica nasce dal dolore per le vittime civili di Gaza e dal senso di impotenza di fronte all'indifferenza internazionale. È un omaggio ai bambini perduti e un invito a non smettere di guardare e ricordare.
- Nota dell'autore lubeck92

Testo: Le Culle del Silenzio
di lubeck92

Le culle del silenzio

Dicevano: taceranno le armi.

Ma il cielo ha continuato

a generare fuoco,

e la terra a raccogliere

i suoi figli più piccoli.

Le case sono crollate ancora,

una dopo l'altra,

come vecchi sogni

incapaci di sopravvivere alla notte.

Tra la polvere

restano un quaderno,

un giocattolo spezzato,

una scarpa troppo piccola

per conoscere la guerra.

Eppure la guerra

ha imparato i loro nomi.

Chi ricorderà i bambini

che non vedranno l'alba?

Chi raccoglierà

i loro desideri incompiuti,

le parole mai pronunciate,

i sorrisi rimasti in sospeso?

Le madri stringono coperte vuote,

i padri scavano tra le macerie

con mani sanguinanti,

cercando un volto,

una voce,

un ultimo respiro.

Intanto il mondo osserva.

Le cancellerie discutono,

le assemblee si riuniscono,

le dichiarazioni si susseguono

come foglie trascinate dal vento.

Ma su quelle rovine

scende un silenzio più terribile delle bombe:

quello dell'indifferenza.

L'umanità sembra aver distolto lo sguardo,

abituata al dolore degli altri,

come se la morte dei bambini

fosse diventata un numero,

una statistica,

una notizia tra le tante.

E le culle rimangono vuote.

Nessuna ragione di Stato,

nessuna bandiera,

nessuna ideologia,

potrà mai giustificare

l'assenza di un bambino,

il silenzio di una ninna nanna,

una madre che chiama

e non riceve risposta.

Perché ogni bambino perduto

è una stella che si spegne

nel firmamento dell'intera umanità.

E forse il giudizio più duro

non ricadrà soltanto

su chi ha premuto il grilletto

o ordinato il bombardamento,

ma anche su un mondo

che ha saputo vedere,

ha saputo ascoltare,

e troppo spesso

ha scelto di rimanere immobile.

Tra le macerie di Gaza

non muoiono soltanto delle vite.

Muore, ogni giorno,

un frammento della nostra coscienza.

E nelle culle del silenzio

dormono ormai

non solo i bambini perduti,

ma anche la vergogna

e il fallimento

della comunità internazionale.

Johann Lubeck

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