La quiete dopo la tempesta

scritto da Strano
Scritto 11 mesi fa • Pubblicato 11 mesi fa • Revisionato 11 mesi fa
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Autore del testo Strano

Testo: La quiete dopo la tempesta
di Strano

Non escludo che oggi piova
o che un fulmine mi colga…
sarà conferma, o la riprova
e che ciò non mi sconvolga.

Sono azzardate previsioni
un presagio di acquazzoni.

Direi… meritata penitenza
nel silenzio... meditazione
quando perdi la pazienza
è scusante giustificazione.

Una pioggia inaspettata
di stagione già passata.

Con lo stupido cinismo
il doversi accontentare
di un falso perbenismo
peso in più da sopportare.

Io che mai l'avevo chiesto
…non mi sento disonesto.

Credo… paghi più la pelle
gode l'attimo, il momento
ogni storia, e più è ribelle
è rigoglioso il nutrimento.

Fugit tempus, se passato
mordi ma, resti affamato.

Ancora io, non ho iniziato
mi è passata già la voglia
perché credo complicato
stare fermi... sulla soglia.

Vieni dentro, o resta fuori
così ti bagni... o ti ripari
solo qui, crescono i fiori
senza erba e sassi vari.

Si consuma il temporale
soffia forte, c'è nevischia
si ride come a carnevale
e il cuore, se ne infischia.

Come me non è contento
piove ancora controvento.

Non so come ripararmi…
vorrei mantenermi asciutto
se lottare, o cedere le armi
e poi arrendermi, distrutto.

Io combatto ad armi pari
già ti immagino, obiettivo
in quarta... accendo i fari
così al freddo sopravvivo.

È andata persa ogni morale
il normale, è un eufemismo
è già cessato il temporale...
diciamo dai, con ottimismo.

È quiete dopo la tempesta
e spunta là, l'arcobaleno…
è ai piedi della mia foresta
dove sognare costa meno.

La quiete dopo la tempesta testo di Strano
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