Sonetto xxv

scritto da Michele 57
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Autore del testo Michele 57

Testo: Sonetto xxv
di Michele 57


Il fremer d’un sospir ch’all’aure elette
fidando consegnò 'l desir mio fiero,
da un turbin fu ghermito e non ristette:
nel tempestoso ciel si spense intiero.

Nell’alma desolata or stan costrette
le doglie dell'ardor, che l'atro impero
d'un crudo sdegno in cor grave riflette
quel bujo che d'ambascia appar foriero.

Scorser i giorni e si dissolse speme;
qual bruma innanzi al chiaro del mattino,
al primo raggio si dilegua e teme,

tale ’l mio spirto, che, così vicino,
credea percorrer quella strada insieme;
or si congeda con l'estremo inchino.

Sonetto xxv testo di Michele 57
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