La rapina

scritto da Testadolce
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Autore del testo Testadolce

Testo: La rapina
di Testadolce

Stai tornando a casa da tua moglie, perso nei tuoi pensieri, dopo il solito poker del sabato sera con gli amici. Poiché il tragitto tra le due case è breve, non hai preso l'auto all'andata e adesso ti stai godendo la quiete di una passeggiata notturna al chiaro di luna.
Per un po' ti sembra quasi che al mondo ci sia solo tu: l'unico suono è quello dei tuoi mocassini sul marciapiede, lungo la strada rischiarata dalla debole luce dei lampioni e della luna piena.

Poi noti un uomo, appoggiato di schiena a un lampione poco più avanti.
È alto più o meno quanto te. Sta fumando una sigaretta.
Ti soffermi a guardarlo mentre ti avvicini. Non sapresti spiegare il perché, neanche a te stesso, ma hai la netta sensazione che stia aspettando qualcuno o qualcosa.

«Mi scusi, sa dirmi che ora è?»

 Sollevi il braccio per guardare l'orologio.
Prima ancora che tu riesca a leggerlo, senti qualcosa di freddo e metallico contro il petto.
Abbassi lo sguardo e hai un groppo in gola: una pistola è puntata contro di te.

«Dammi il Rolex» intima con voce bassa e ferma, gettando via la sigaretta e tendendo la mano verso di te. «Vuota le tasche.»
Tiri fuori il portafoglio e glielo porgi. Lui lo prende e se lo mette via, senza abbassare la pistola.
Poi ti togli il Rolex. La chiusura sembra non voler cedere proprio adesso, mentre le dita ti tremano. Alla fine riesci a sfilarlo e glielo porgi.
Anche quello sparisce nella sua tasca.

Per un istante pensi che sia finita.
Ma lui non si muove.

«Togliti i vestiti.»

Lo guardi senza capire.
«Cosa?»
La pistola resta puntata contro di te.
Sudi freddo.

Cominci dalla giacca. La sfili e la lasci cadere a terra. Poi la maglietta, le scarpe e i calzini, i pantaloni, e infine la biancheria.
Con un cenno del capo, ti indica gli abiti.
Li allontani da te, uno dopo l'altro.
Quando hai finito, rimani nudo davanti a lui.
Eppure non se ne va.

Perché non scappa?

È ancora lì, davanti a te, con la pistola puntata al petto.
«Ti ho dato tutto! Che altro vuoi?»

«Essere te.»

Non hai neppure il tempo di chiederti cosa significhi. Il volto dell'uomo davanti a te comincia a cambiare. I suoi lineamenti si trasformano sotto i tuoi occhi, finché davanti a te non c'è più lui.
Ci sei tu.
Il tuo volto. I tuoi occhi. La tua faccia.

«Linda!»

La pistola spara con un suono breve e soffocato.

Il dolore ti esplode nel petto. Cerchi di respirare, ma l'aria sembra non voler più entrare. Le gambe cedono e il mondo comincia a perdere i suoi contorni. Senti il freddo salire lentamente dentro di te, mentre i rumori si fanno sempre più lontani.

«Non preoccuparti» dice lui, con la tua voce. «La tratterò come una regina, al contrario di te.»

Poi tutto diventa buio.

La rapina testo di Testadolce
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