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Una luce antica
dispersa tra i riflessi del mattino,
danza tra le onde del mare
cercando emozioni mai dimenticate,
i sorrisi che il tempo, ha nascosto
ai nostri cuori colmi di speranza.
Seduto su uno scoglio
in cerca di risposte mute,
consolazione, nella brezza fresca
che viene gentile dall' orizzonte,
ho riconosciuto il tuo sguardo dolce,
diafano nel profondo blu.
Ma non potevo raggiungerti,
ripristinare l' attimo sfuggente
che ha separato le nostre lacrime di gioia,
le nostre anime,
relegandole nell' oblio di un destino avverso,
nel silenzio che si perde
tra i riverberi di luce adamantina
che s' elevano come frangenti d' onda
al cielo, accogliente,
cercando battiti dispersi, memorie
lontane ma vicine, unite
come due mani che si stringono
cercando il calore di un amore mai nato,
sospeso, nell' attesa di una parola
che riporta serenità, l' attimo che ritorna
volteggiando come un cigno sul nostro amore,
che riesce a prevalere sul fato, che ci vuole
lontani e tristi,
eppure, in quel silenzio che morde,
non è il vuoto a vincere il richiamo,
ma un filo invisibile di sale e di luce
che ancora lega il mio respiro al tuo.
Non serve il tocco per sentirsi vivi,
ne il tempo per sanare la ferita,
sei l' eco che ritorna con la marea,
la prova che, seppur lontani nell' abisso,
abbiamo amato abbastanza nel vuoto che separa,
da restare immortali nel battito del mare,
nello stormir delle fronde degli alberi nel bosco,
tra ginestre in fiore, mirtilli e more,
che conservano con cura una promessa silente,
nella solitudine delle ombre,
che cercano il loro raggio di sole per sentirsi vive.