daiquiri

scritto da naked lunch
Pubblicato 25 anni fa • Revisionato 25 anni fa
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Autore del testo naked lunch

Testo: daiquiri
di naked lunch


La mia amica Barbara è sposata ed è bionda
con gli occhi blu e domenica scorsa
eravamo al Tropico Latino ubriache. Insieme.
Insieme ubriache. Molto.
Lei era bionda dentro una maglietta rossa e una giacca nera. Io ero castana anche dentro gli occhi,
con zampe d’elefante jeans, scollata viola e golf nero.
Parlavamo con daiquiri alla fragola e cahipiriña e sigarette e bidi. Musica sudamericana e io volevo i Pizzicato Five a sottolineare la demenza della situazione. “Perché Daniele ce l’ha davvero grosso e quando ti abitui con uno grosso poi è difficile trovare
-MUSICA ALTA- mi capisci?” E io capisco.
“Mi piace essere leccata e quando dico continua voglio che lui continui ma lui non vuole.”
Fisso il daiquiri e gli chiedo cosa ne pensa.
La mia amica Barbara è bionda e io l’ascolto.
“Perché io vorrei divorziare ma gli voglio bene, capisci?” Io capisco.
“Però Andrea mi lecca tantissimo e lo sai, è raro trovare uno così... su 30 che ho scopato soltanto 6 o 7 –MUSICA ALTA- mi capisci?”
Molto ubriaca e cambia discorso e dice: “Tu invece sei geniale e avrai successo in più campi, la scrittura, la fotografia e poi -moltodavveromoltoubriaca- hai un bel culo e delle belle tette e io se fossi un uomo ti amerei.”
E io Barbi se fossi un uomo non lo so ma da donna ti leccherei anche fra un quarto d’ora.
Ma lo penso soltanto perché sono troppo poco uomo per dirlo negli occhioni blu di barbisharonstone.
“E tu cosa pensi di me? -non te lo dico barbi- Come mi vedi? -te lo dico dopo.....ubriaca, sexy- ”
ma sono sempre troppo poco uomo per dirlo nei capelli biondomossopermanente di barbisharonstone.
Il daiquiri mi fissa stranito. Eravamo. Troppo. Fuori. Beviamo qualcosa? Cerca di convincermi che la Corona è un superalcolico. Rido. Ride. La guardo. Mi guarda. Rido di più.
“Tu non sei ubriaca” dice nella musica sudamericana. Sì che lo sono. “Io invece sono molto ubriaca e quando sono ubriaca dico sempre la verità e se fossi un uomo ti amerei.” Fai finta per un paio d’ore, penso con la bava alla bocca da uomo e mi faccio anche un po' schifo.
La cahipiriña mi tira un’occhiataccia. -la facoltà di non sentire, la possibilità di non guardare, occorre essere attenti per essere padroni di se stessi occorre essere attenti- Entro in bagno per mezzo litro di urina etilica, mi lavo le mani, chiedo da accendere a una tipa che poi mi accorgo che sono io nello specchio.
Qui chiude Barbi, andiamo? Le 2.30 a Milano.
Lei cammina barcollando, la osservo, forse sono io che barcollo. Le prende l’urina etilica e io a coprirla mentre se ne libera sotto un lampione -giuro- giallo.
“Secondo te sono bisessuale?”
"Non lo so Barbi, lo spero." Scoppiamo a ridere. Ma niente da fare.
Mi ritrovo nel letto da sola a cercare di tener ferme le 3.00 digitali della radiosveglia e proprio non ne vogliono sapere di diventare nitide. Nello stomaco ho una danza celtica. 5 minuti dopo, il mio water mi sta detestando. Mi guarda con quel suo unico occhio smaltato mentre ci vomito dentro. Tiro lo sciacquone e avverto nascosto nello scrosciare dell’acqua un sussurrato ma convinto vaffanculo.


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