... Mi troverò perso nel labirinto di me stesso
quando il mio cercarmi lo avrà smesso di
farlo di punto in bianco, come finirà anche
il pianto sommesso e senza versi perché
fin troppo stanco di essere represso,
ma poi uscirò di volta in volta dal labirinto
e mi ritroverò sparso e disperso come un
rondone che da troppo cielo terso e tinto
ha smarrito il giusto verso e il denso gusto
di quell'immenso ma spesso falso universo,
inizieranno i perversi decenni e mi saranno
subito avversi, lo sento e convinto lo penso...
I decenni che inizieranno, saranno quelli che
tenderanno a portarmi dal "notaio" a temere
i "nevai", a guardare il pavimento e a ignorare
il solaio, a mortificare il fornaio e con
nostalgia a sbirciare nei granai.
I decenni che inizieranno saranno quelli dei
rimorsi, dei rimpianti e dei pentimenti, con
cinica, fedele, fredda e agghiacciante
rimembranza, verranno a galla gli avanzi dei
ricordi ormai maturi, sfatti e marci, ma
paradossalmente anche acerbi, mi si
romperanno i denti se li morderò, mi si
contorceranno le budella se li ingoierò...
Però senza un passato, anche se pregno
di dolori, non potrò sopportare il presente
e non potrò mai affrontare il futuro, anche
perché... "Signori, non prendiamoci per i
fondelli!" non saranno per niente rose, fiori
e orpelli, ma c'è un'accoppiata che mi potrà
aiutare se continuerò a servirmene e ad
usarla, ed è quella dell'ironia e della filosofia
e credetemi sono compatibili tra di loro,
possono vincere anche sulla malattia, stanno
bene insieme purché ci sia sempre lucidità e
decoro, non è una fesseria, è l'unica arma
contro l'inesorabilità dell'inevitabile...
INESORABILI DECENNI testo di GIUFOR