Vivo solingo ed il dialogo è finito. Silente, un animale m’accompagna ed il suo dire è di un solo suono: miao. Il mio gatto è l’amico preferito; quando arrivo nella mia campagna mi miagola e poi si mette prono. Una parola il suo scibile contiene, ma basta a tutto ciò che vuole dire ed è garbato, pur nel contraddire. L’uomo tante parole in mente tiene e più ne inventa e più Babele ascende; tutti sappiamo la fine che ci attende: solo discordia, guerra e sopraffazione, matrigne della vendetta e del taglione. Una sola parola l’uomo usar dovrebbe: amore, che fu la culla dove nacque e crebbe.
Gino Ragusa Di Romano Da " Speranze e delusioni " Pellegrini Editore - Cosenza 2007
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