Ah, versipiùvolo nubìvago che con l’amore ti vuoi cimentare, e il taffo al sizio posi e ti senti novello trovatore, quando in vero sei solo un farlingòtto linguaiòlo. Se pensassi quanto sia noiévole questa tua lubrichézza, che gli osannanti scambiano con lubricità, lasceresti la rorante mattana albagìa e burbanzósa. Tu salapùzio, arfasatto muscugliòne , squisigòso mercatante fanfalucco bene faresti a scollarti dal sizio per la calle andando cercar magalda scutrettolante sgarziglióna che ti possa distoglier dal culàio poetare, e con gran seticéto e gran sollazzo, ti faccia al fin trombare.
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