IN ME MAGO AGERE- Immagini una didattica narrativa

scritto da Incoronata
Scritto 10 anni fa • Pubblicato 10 anni fa • Revisionato 10 anni fa
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Autore del testo Incoronata

Testo: IN ME MAGO AGERE- Immagini una didattica narrativa
di Incoronata


IN ME MAGO AGERE – immagini per una Didattica Narrativa

Lewis Carroll scriveva,

“Alice cominciava a sentirsi assai stanca di sedere sul poggetto accanto a sua sorella, senza far niente: aveva una o due volte data un'occhiata al libro che la sorella stava leggendo, ma non v'erano nè dialoghi nè figure, - e a che serve un libro, pensò Alice, - senza dialoghi nè figure?”

Ogni giorno migliaia di immagini ci “rapiscono” nella vita vera, nella pubblicità. Tra l’immagine e il guardare viene ad instaurarsi un legame profondo fatto di immaginazione e rappresentazione di idee. Sfruttando tutta la carica emotiva delle immagini, la didattica può contaminarsi profondamente per comunicare in maniera decisamente ben più rapida e d’impatto il proprio messaggio educativo.
L’immagine è innanzi tutto un’idea, dal greco antico ἰδέα dal tema di ἰδεῖν, è un termine usato sin dagli albori della filosofia, Platone guarda all’idea come ad una forma, il motivo che fa “essere” il mondo. Proprio questo peculiare aspetto di unione immediata di essere e pensiero rende l’esperienza di visione, un’apprendere attraverso le immagini per scoprirne la forza emotiva, riconoscere la ricchezza delle narrazioni, orientarsi nel loro linguaggio. Queste per la didattica sono le tappe irrinunciabili di un attuale itinerario di formazione e di ricerca pedagogica. Idea è soprattutto sapere, per i greci vedere ὁράω al tempo Aoristo εἶδον significa sapere. L’uomo le immagini le custodisce dentro, non le cercherebbe con tanto desiderio se non le avesse già viste con gli occhi dell'anima. Dal bisogno di esternarle, di trasportale fuori nasce la metafora, mezzo di rappresentazione delle immagini dell’anima, le idee. È il “mago” che agisce in noi, che trasporta fuori le nostre idee trasformandole in metafore per meglio comprenderle.
Il linguaggio per immagini e sensazioni intrinseco nella metafora non solo riesce a comunicare efficacemente un pensiero ma aiuta anche a ricordarlo a lungo. Le metafore sono efficaci strumenti, di veicolazione di immagini, di comunicazione perché riescono a rapportarsi bene con idee che spesso non siamo in grado di descrivere e rappresentare al meglio utilizzando parole diverse.
I migliori leader, persone abituate a parlare in pubblico, fanno largo uso di metafore, un modo naturale per stimolare l'interesse e il coinvolgimento degli altri.
Le metafore hanno fatto parte della comunicazione in varie forme per secoli e secoli. La Tradizione orale di favole, racconti, novelle, proverbi, parabole, dipinti si sono trasmessi di generazione in generazione. Dall’arte alla musica, alla letteratura alla psicologia, al teatro tutto è permeato di immagini, tutto è meta cognizione della Narrazione didattica.
I racconti, le storie, le favole, la metafora dunque è la forma eletta della narrazione per l’uomo e soprattutto per l’infanzia ed «è uno strumento per riconoscere e rielaborare le innumerevoli sollecitazioni che spesso giungono in maniera frammentata, contribuendo a dare senso e a interpretare una realtà che si presenta sempre in costante cambiamento nel caos della società multimediale, fornendo una forma di conoscenza capace di orientare nell’instabilità del nostro tempo. Parla direttamente al nostro essere, ci parla di come siamo e, soprattutto, di come potremmo essere sia come singoli individui che come società: una società fatta di relazioni tra le persone e di connessione tra queste e le cose che nel racconto non sono mai viste come date, non sono mai accettate come tali perché altri modi, altre possibilità, altri sviluppi e alternative continuano ad essere immaginate e proposte»Barsotti S. Le storie usate , Milano, 2006 Unicopli.
L’enunciato metaforico descrive delle idee trasformandole in immagini, una metacognizione che consente di conoscere un’idea ed applicarla in un altro contesto, insegna a comprendere ed utilizzare un infinito ventaglio di esperienze nel mondo della vita. Il bambino descritto da Bruner «Se Piaget si preoccupava dell’ordine invariante dello sviluppo mentale, Vygotskij, da parte sua, si preoccupava del modo in cui gli altri forniscono il modello culturale che rende possibile il processo di sviluppo »(Liverta Sempio O.(a cura di), Vygotskij, Piaget, Bruner. Concezioni dello sviluppo, Milano, (1998) Raffaello Cortina Editore) è in continua dialettica tra interno ed esterno con la sua capacità di decodificare e costruire rappresentazioni, immagini sempre più complessa per raggiungere una consapevolezza dei molti modi possibili di stare al mondo, come Andy Warhol asserisce che “Non è forse la vita una serie d’immagini, che cambiano solo nel modo di ripetersi?”.
La metafora, nella didattica narrativa (Grassilli, B., Fabbri L. , Didattica e metodologie quantitative. Verso una didattica narrativa, Brescia, (2003) La Scuola ,) diviene uno strumento potente per la pedagogia, un piano di linguaggio condiviso tra mondo dell’adulto e mondo del bambino, un’azione “magica” dove un’idea diventa immagine, e dunque realtà. I bambini sanno qualcosa che la maggior parte ha dimenticato: subiscono una fascinazione per la loro esperienza quotidiana che è molto speciale e che sarebbe di grande aiuto se gli adulti potessero imparare a capirla e rispettarla.
Un mondo di Immagini, dunque, per grandi e piccini, come chiave per entrare in relazione con l’altro e rendere più chiaro e semplice il comunicare


di Incoronata D’Ambrosio
IN ME MAGO AGERE- Immagini una didattica narrativa testo di Incoronata
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