Senza nascondermi, disarmata, polverosa, vengo da te.
Aprimi le tue braccia come fronde del salice piú piangente Passa oltre la nera scia che porto con me Cercami nel fondo scuro dei miei occhi, oggi spenti.
Cassetti interni sigillati, ne esce l'eco delle rondini dell'anima, sullo sfondo di un ceruleo cielo toscano d'agosto.
Ho scosso la polvere dal mio cuore per sentirlo di nuovo scaldarsi, perché Tu possa ascoltarlo battere.
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