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Mi avete chiesto
Con impudente impertinenza
Di barattare la mia vita certa
Fatta di piccole ore e larghi calici con una vita incerta (tutto su una riga)
Piena di probabile contemplazione
Di un Dio troppo giovane per chiamarlo Padre O peggio
L’eterno fuoco del suo figlio bastardo e ripudiato
Al mio rifiuto dato tutto d’un sorso le vostre parole sono diventate
Legno e le mani tese
Si sono serrate alla mia gola ancora piacevolmente umida
Ho scosso la testa sorridendo
Mentre il mio viso a rivoli rossi
Si faceva blu come il cielo livido
Dove dovevate mandarmi in tutta fretta
Mi avete spedito così
Fuori dalla magnanima grazia di vostro Padre
Spegnendomi così come vissi
In un celeste paradosso
Inchiodato dai giusti
Sulla croce dei San Pietrini in un vicolo dimenticato e buio
Inesisistente se non nella mia
Perseveranza di salvo savio
Pazzo
Se dalla cera della mia candela spenta
E riaccesa mille volte nei vostri letti ignari
Non resterà nulla sappiate battendovi il petto
Che era in fondo la mia ultima volontà
E il così sia
Infine l'ho scritto ghignando io