Brivido bollente

scritto da Nadya
Scritto Un anno fa • Pubblicato Un anno fa • Revisionato 11 mesi fa
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Autore del testo Nadya
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E' difficile da collocare come genere questo racconto. Ho voluto sceglie il genere romantico, ma non fu solo questo, Adriana si chiede ancora adesso cosa sia stato.... A Mauri..
- Nota dell'autore Nadya

Testo: Brivido bollente
di Nadya


Adriana era una bella donna di una quarantina d'anni. Fisico sinuoso, capelli ricci biondi, lineamenti del volto dolcissimi, statura piccola. Insomma una bambolina. Il classico genere di donna che piace agli uomini.
Era divorziata da un paio d'anni dal marito, un famoso cardialogo di origine inglese. Gli anni con lui erano stati ricchi di ricevimenti nella loro bella villa liberty,  vissuta dalla famiglia e usata come ambiente di rappresenza, atta ad accogliere persone di ceto elevato, che  frequentavano abitualmente. Adriana si era ormai abituata a organizzare eventi anche per trenta persone, dopo veloci telefonate del marito che avvertiva all'ultimo momento dell'arrivo di ospiti. Assistita da una gastronomia di fiducia e dalla tata di famiglia, appositamente addestrata da cameriera. 

Dopo il divorzio dal marito l'aveva trasformata in un'elegante b&b.
Un giorno arrivò in villa un famoso medico molto noto a livello internazione, un chirurgo plastico. Tra i due nacque subito una simpatia, resa immediata dalla professione dell'uomo. Per lei che era stata per venti anni la moglie di un medico, era facile capirlo, conosceva le lunghe attese a casa ad aspettarlo, il poco tempo trascorso insieme, ma di qualità, soprattutto in splendide vacanze in mari tropicali. 

Durante il soggiorno presso la sua villa la invitò a cena in un bellissimo ristorante stellato affacciato sul lago di Como.
Maurizio era un bell'uomo di sessant'anni, dal volto magro, lineamenti regolari, occhi cerulei, fisico asciutto. Era un grande sportivo, giocando a calcio con amici tre volte a settimana e nuotando una volta a settimana. Faceva parte di diverse associazioni scientifiche e benefiche.
La cena si svolse molto bene. I due si raccontarono intensamente.

Maurizio raccontò di essere reduce da un divorzio per lui inaspettato e doloroso, vissuto come una sconfitta, lui che aveva sempre vinto nella sua vita professionale. Disse che la moglie l'aveva abbandonato dopo trent'anni di matrimonio, chiedendo la separazione e il divorzio. Un matrimonio che sicuramente non andava bene, ma non si aspettava, data anche la sua età non più giovanissima, di tale decisione da parte della moglie. Non ne aveva parlato con nessuno, anche gli amici erano all'oscuro di ciò.

Promise ad Adriana bellissime cene in ristoranti famosi e prestigiosi. E mentre lo diceva gli brillavano gli occhi. Era esaltato, felice come non mai. Ad Adriana sembrava di vedere in lui una lieve timidezza, così almeno la interpretò, poiche non la guardava sempre dritto negli occhi, ma i suoi occhi oscillavano lungo i muri ed il soffitto del locale in modo sfuggente.
Adriana si accorse anche del suo entusiasmo e della sua felicità e ne rimase affascinata e intenerita.

Adriana aveva molto sofferto per il suo divorzio, causato dai numerosi tradimenti del marito. La goccia che aveva fatto traboccare il vaso fu  scoprirlo nel loro letto con la tata, una rumena di venti anni, che la aiutava nei ricevimenti e nella gestione dei figli. Quella era la sua prima uscita romantica con un uomo.

Adriana aveva parcheggiato l'auto lontano e Maurizio le diede un passaggio. Adriana quella sera indossava un abito nero aderente e una bellissima pelliccia di visone che la rendeva sofistica. Salendo in auto le uscirono appena le belle gambe velate da calze di seta nera. Lo sguardo di Mauriziò si posò su di esse e malizioso disse:
-Io sono pericoloso!- Adriana interpretando la frase come ironica aggiunse.-
-No, non sei pericoloso, se no non sarei salita in auto con te, sento che non lo sei-
Maurizio ribatttè: - Un poco lo sono. Comunque una cosa che è sempre vera è che in amore vince chi fugge-
Adriana era arrivata al parcheggio  e prima di scendere aggiunse:
-Sento che la nostra amicizia sta crescendo-
Maurizio chiese educato:
-Un bacino?
Adriana si chinò su di lui e si diedero due baci sulla guancia.
Maurizio aveva il busto rigido, il volto inespressivo.-

Il giorno seguente andò al congresso internazionale di medicina Estetica che si svolgeva in un noto centro congressi vicino al b&b.
Era il giorno dell'Epifania e Adriana lo invitò ad un evento benefico per i bimbi dell'ospedale cittadino. Maurizio disse che non poteva ma rilanciò per una cioccolata in centro città il pomeriggio.

Adriana era affascinata da quell'uomo galante, ma anche misterioso e voleva comprenderlo sempre di più.
Adriana era in ritardo come al solito. Non riusciva ad essere puntuale da che il b&b era colmo di gente in continuo arrivo o partenza.
Aveva riservato un tavolo laterale, un luogo piu' silenzioso dove poter parlare. Vide Maurizio guardare nervosamente il cellulare, temendo una sua disdetta. Si alzò e la abbracciò con due baci sulla guancia, felice del suo arrivo.

Si parlarono intensamente e Adriana vide una persona diversa, sempre con lo sguardo sfuggente, ma sicura, incredibilmente sicura, con il busto bello diritto. Disse che la settimana seguente sarebbe stato impegnato, ma di sentirsi al telefono con messaggini. E aggiunse di conoscersi piano in modo da capire se sarebbero andati d'accordo. Adriana sapendo dai documenti che a giorni sarebbe stato il suo compleanno gli chiese di vedersi per consegnargli un regalino. Maurizio acconsentì felice. I camerieri non portarono via il biglietto appoggiato al tavolo con scritto riservato Adriana, allora Adriana si diverti' ad appiccicaglielo sul braccio di sorpresa, avvicinandosi a lui di schiena mentre stava pagando. Chiese cosa stava facendo e Adriana appiccicandosi al suo braccio con il corpo sorridendo gli disse:- Eh ora il biglietto riservato Adriana ha trovato il posto giusto,- Maurizio rise divertito. Uscirono in strada, pioveva, Maurizio si chinò verso di lei e come a proteggerla dall'acqua la abbracciò stretta e le diede due baci.

Arrivò il giorno dell'appuntamento. Si erano scritti molto durante la settimana e lei gli aveva scritto una sera : Sorprendimi!
Adriana aveva organizzato una bella cena in un ristorante e aveva comprato un libro molto bello del Dalai Lama, con frasi giornaliere. Aveva anche scritto una dedica. Ah quanto le era costata quella dedica!! Ci aveva pensato giorni e giorni. Aveva scritto una poesia che aveva mostrato al suo amico maschio, che l'aveva consigliata ridendo di non scriverla, perchè l'avesse ricevuta lui, va beh che era segno di fuoco, ma la conseguenza sarebbe stata  due notti d'amore fino all'alba per i due giorni seguenti. Adriana era rimasta male al pensiero considerandola una poesia solo sensuale. Allora si era limitata a scrivere sulla prima pagina del grosso libero.
Al mio professor Maurizio Superti, perla preziosissima tra le mie dita per il suo compleanno con affetto Adriana.
 
Adriana diede il libro a Maurizio che aspettava in auto, scrivendo messaggi, come al suo solito al cellulare. Si salutarono e Adriana gli consegnò il libro aggiungendo.
- C'è scritta in prima pagina la mia dedica.
Maurizio mise il libro in auto aggiungendo:
-Allora è una sorpresa, me la leggo  da solo.-
Adriana rimase male, avrebbe voluto l'avesse portato al ristorante per leggere assieme qualche frase.

Entrarono al ristorante. Adriana era bellissima nel tubino nero elegante con brillantini laterali, una sciarpa di seta azzurra al collo, calze nere velate con brillantini a disegnare una riga sul retro della gamba e scarpe con tacco dodici, era anche stata dal parrucchiere che le aveva fatto dei delicati boccoli ad incorniciare il volto.
Il posto era vcino al camino acceso. Il luogo era elegante e il cibo a base di pesce era molto buono.
Maurizio rimase contento. Era molto formale, non le fece nessun complimento, si limitò a chiederle  solo come era andata la settimana. Ma la guardava gesticolare, guardava le sue splendide mani, che avevano una manicure raffinata, abbinata al vestito e un anello di diamanti sul dito indice della mano sinistra. Un color nude con brillantini sparsi sulle unghie a forma di mandorla perfetta. Si soffermava principalmente sui suoi polsi piccoli, delicati.
Adriana era delusa, innervosità allora scoppiò dicendo:
- Ma alla fine tu sei quello tenero, timido della prima sera che mi portava in mille ristoranti, quello sicuro della cioccolateria o quello gelido di stasera?.
Maurizio sorridendo disse:
-Sono tutte sfaccettature di me, tu quale preferisci?-
Adriana aggiunse che non sapeva.
-Guarda che dipende anche da come è andata la giornata e poi guarda che uno può anche fingere disinteresse, mi stai forse psicoanalizzando?-
Adriana era perplessa, ma continuò a mangiare, cambiando argomento. Il cibo piacque ad entrambi. lei parlò di come concepiva il raccorto con un uomo. Ognuno in case diverse, lei era una donna indipendente con i suoi impegni, che si manteneva da sola, concepiva un fidanzato con cui trascorrere tempo di qualità. Aggiunse che l'unione è tra due interi non due metà. Che non è vero che vince chi fugge in amore, ma è la complicità l'essenziale, ciò che tiene unita una coppia. Aggiunse anche che non l'avrebbe più invitato ancora lei. Lui allora aggiunse:
-Ci penserò io, organizzerò io degli incontri con noi due da soli, senza gente.-
Adriana sentii una pugnalata al cuore e si affrettò a dire:
-Io non faccio l'amante di nessuno!-
Maurizio rispose:- E a volte accade. Capita.-
-Non sarò mai l'amante di nessuno, esistono dei limiti  che non si possono superare, si chiamano principi morali.-Adriana avrebbe voluto prendere la bottiglia di spumante e rovesciargela in testa e poi fuggire, ma l'educazione ricevuta dalla madre la fece rimanere e poi, a modo suo, maurizio era un gentiluomo. Ingoiò il rospo e continuò a rimanere con fare assertivo, affermando la sua posizione e come fosse una donna libera, sicura che voleva gestire la sua vita da sola, tenendo l'amore ad una certa distanza.
Mauri aggiunse: -Come me, siamo uguali, allora anche tu ti vuoi come me divertire.-
A fine serata uscirono e lui la invitò in auto a leggere con lui la dedica-sorpresa. 

Adriana disse che la dedica vera era diversa, una poesia dal nome INCONTRI, ma un amico l'aveva sconsigliata  considerandola troppo erotica, ma lei non la intendeva come erotica in verità, solo leggermente sensuale, come era lei. Si toccò i riccioli, attorcigliandoli al dito indice.
Maurizio le  disse di non chiedere più consiglio ad altri, anzi di non parlare di lui a nessuno, e avesse parlato di non fare mai il suo nome. Il rapporto tra loro sarebbe dovuto essere esclusivo e segreto, dovevano essere complici. Adriana gli disse che lei non voleva fare l'amante di nessuno e gli chiese il documento di divorzio, che Maurizio non le mostrò, ma anzi sgignazzando disse che l'avrebbe portato al prossimo incontro. La baciò teneramente come nessun uomo aveva mai fatto. Adriana sì dimenticò il piccolo alterco, appoggiò la testa sulla sua spalla e ci furono una serie di innumerevoli baci molto passionali, bellissimi.
Adriana sorrise. Ah quanto aveva desiderato quel momento!
Maurizio le sorrideva chiamandola begli occhioni e le chiese di chiamarlo Mauri, non professor Superti, come faceva sempre lei in modo scherzoso.
Adriana gli disse:
-Ah tesoro, ma dove sei stato in questo lungo anno e dove hai imparato a baciare così bene?.- Maurizio sorrideva e continuava a baciarla in modo passionale. Saranno stati un migliaio di baci lunghi e piccoli alla francese e le accarezzava la base del naso, i capelli, le disegnava il contorno delle labbra, le accarezzava le belle gambe. Adriana era serena, completamente estasiata tra le braccia di lui.
Maurizio le disse: -Ti ho sorpresa?- Adriana accennò di sì con il capo.
Adriana gli disse: -Siamo fidanzati ora?- 
-In un certo senso sì- Disse lui.
- Settimana prossima andremo ad Arona, nella piazza dove la Rocca si erge oltre il lago e si specchia imponente, ci baceremo in tutte le piazze d'italia. Vero?-

Maurizio all'improvviso le disse che ora avrebbe organizzato lui una serie di incontri da soli, non più ristoranti con gente e se era libera il fine settimana per andare con lui nelle Langhe in un hotel. Incontri clandestini.
Adriana rimase di ghiaccio e si bloccò aggiungendo:
-Solo camere separate però.- Era nervosa ora, offesa, il romanticismo era svanito, il suo cuore divenne di ghiaccio e si fermò un attimo, per poi riprendere a battere lentamente.
Maurizio aggiunse;- Va bene camere separate, tanto c'è tempo. Tu non fare mai il mio nome con nessuno.-

Maurizio si mise poi a parlare in modo strano di un amico chirurgo che aveva un libricino con scritto i nomi delle ragazze con cui usciva ed aggiungeva a lato cosa doveva dire a seconda degli interessi della ragazza.-Adriana ormai delusa gli disse:
-Ma chi era quello del libricino, eri tu?- Maurizio disse;- No, no io nei miei numerosi trascorsi non son mai stato così meticoloso. Io invito fuori le mie pazienti, solo  quelle storiche a prendere un caffè.- Adriana chiese. - e poi? -poi me le porto a letto- Aggiunse sghignazzando. -no, scherzo.- -sono sensuale lo sai?--Io ora scappo... ma tu vienumu a cercare.- Disse Adriana. -Anche tu sei complicata però.- Rispose Maurizio.

A Adriana venne anche in mente il racconto di Oscar Wilde Il ritratto di Dorian Grey, che aveva fatto il patto di eterna giovinezza con il diavolo e vide il volto di Mauri davanti a uno specchio decadere, pezzi di carne staccarsi fino a vedere lo scheletro del volto e uno sciame di vespe e vermi uscire per finire dentro un tombino vicino. Adriana lo guardava stranita. In quella serata era stata a cena con molti uomini diversi. Il gelido, l'appassionato, l'incomprensibile Maurizio. Nella sua testa il suono di un pianoforte scordato.

. Io impazzisco per le donne. In te vedo una donna con dentro una bambina.- Gli brillavano gli occhi al nome bambina e ora la accarezzava sotto il mento e sulla testa come fosse il suo micino. Adriana era immobile, impietrita. Provava una sensazione strada tra delicatezza e distacco.
Maurizio continuò prendendole il braccio per il piccolo polso e circondandolo con le sue due dita a chiuderlo:- E' bello il tuo polso, da ammanettare!-
Adriana con calma imposta gli chiese:- Perchè mi dici queste cose?-
Maurizio  sghignazzando:- Mi diverto a farti spaventare!
Adriana continuava ad avere la testa appoggiata sulla sua spalla in cerca di una impossibile protezione. Solo quello avrebbe voluto quella sera. Il suo era stato un anno pesantissimo con la nuova attività imprenditoriale e forse quello di cui aveva bisogno era un amico affettuoso, che la coccolasse discreto, senza pretendere nulla se non viverla sinceramente ogni giorno.
Adriana scese all'istante come una pantera dall'auto, mentre Maurizio le chiedeva di mandargli un messaggio dove gli diceva che era arrivata sana e salva a casa e di aggiungere la poesia. La dedica vera per lui .

Adriana percorse la strada ad alta velocitò dentro la macchina sportiva e arrivata a casa gli inviò la poesia


INCONTRI
Cadono le attese
tra un incontro e l'altro.
Smalto nuovo sulle mani
decoltè con il tacco
tubino nero sul mio corpo.
Sei un dolce pensiero intrecciato 
tra i miei boccoli
a sciogliersi lento
sulle  labbra.

Vedila come una cosa pulita scrisse lei e mostrami la carta del divorzio, Lui mise l'emoticon del riso con gli occhi chiusi e aggiunse che gliela avrebbe mostrata al prossimo incontro di dopodomani, quello da soli. Mise anche il simbolo degli occhi a cuoricino e affermò:
-Mi piace moltissimo la tua poesia.-
Adriana vomitò in quelle poche ore che la separavano dall'alba .Il suo sesto senso femminile molto accentuato.

Alle sette del mattino scrisse un messagggio a Mauri.
Non è stata realtà, ma un disequilibrio sopra la follia. Cosa è vero, cosa è falso, chi sono io chi sei tu. Non capisco più niente. Maurizio mi hai sconvolta. Che confusione! Mauri prontamente in un secondo le rispose Buongiorno!

Adriana, la sera dello stesso giorno, con un messaggio breve ma molto educato, lo lasciò

Brivido bollente testo di Nadya
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