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Le frasi dei Puffi sono piene di giochi di parole che usano il verbo "puffare" al posto di altri verbi (puffare un buco, puffare la testa), e riflettono i tratti dei personaggi, come i borbottii di Brontolone ("Io odio...") o le frasi saccenti di Quattrocchi ("Nessuno riesce a capire il mio genio...") e le esclamazioni di Gargamella ("Me la pagherete, Puffi!"), oltre alle celebri espressioni del Grande Puffo ("Buon giorno, miei piccoli Puffi!").
Il linguaggio dei Puffi è stato oggetto di studi seri.
Umberto Eco analizzò il "puffare" per spiegare come funziona la comunicazione e il significato delle parole basato sul contesto.
In un saggio intitolato “Schtroumpf und Drang” edito da Bompiani analizza il linguaggio dei Puffi studiandolo da una prospettiva semiotica.
Eco dimostra che, nonostante l'apparente caos, il linguaggio segue regole precise.
Ad esempio, non si può sostituire "tutto" con "puff", altrimenti la frase perderebbe senso; deve rimanere una struttura sintattica che permetta di identificare il ruolo logico della parola "puffata". Cosa, questa, applicabile anche in contesti comuni.
Frasi iconiche per personaggio:
Il Grande Puffo: “Buon giorno, miei piccoli Puffi” -”L'esperienza aiuta a sbagliare meno.”
Quattrocchi: “Nessuno riesce a capire il mio genio.”
Grande Puffo dice sempre: “Che è meglio (mooolto meglio!) che è peggio. -”Non puffatevi alle sole apparenze.”
Brontolone: “Io odio... “
Gargamella: “Me la pagherete, Puffi!” - “Birba, stupida gatta!”
Puffetta: “Hai puffato la femmina sbagliata.”
La mia preferita? Puffetta e il suo :
”Hai puffato la femmina sbagliata!” perché lascia intendere capacità di analisi, comprensione del sottinteso e intelligenza e, a dire il vero, mi ci identifico.
Mi fa tristezza, invece, Tontolone. Nel suo saggio Umberto Eco dice che bisogna guardare oltre la sua goffaggine fisica per comprenderne il ruolo comunicativo e sociale nel villaggio. La sua sfortuna non è solo fisica (inciampare, rompere oggetti); è una deviazione dalla norma del villaggio. Mentre gli altri Puffi sono definiti da un'abilità (Sarto, Pittore, Forzuto), Tontolone è definito da una mancanza di coordinazione.
I tratti distintivi di Tontolone sono:
Cappello floscio che gli copre quasi gli occhi, simbolo di una visione del mondo "appannata" o parziale.
Colleziona sassi. In un mondo di puffi che producono (torte, vestiti, case), lui raccoglie oggetti naturali inutili, confermando la sua posizione "fuori dal ciclo produttivo" del villaggio.
Nella serie animata esiste un episodio intitolato How to Smurf a Rainbow (Come puffare un arcobaleno).
La trama: I Puffi vogliono creare un arcobaleno artificiale per celebrare la "Giornata dell'Arcobaleno", il primo per il Puffo Baby, ma la formula magica del Grande Puffo richiede una certa quantità di oro. Un leprecauno presta loro il suo oro, ma l'incantesimo va storto perché manca il colore giallo, creando un arcobaleno incompleto, quindi fallimentare (come sempre, aggiungerei).
Io comunque provo una grande simpatia per i Tontoloni. Mi fanno tenerezza.
Questo a significare che nella realtà oggettiva non basta la tecnica, la magia, l'esperienza. Se ti fa difetto quella virgola di intelligenza, hai perso e mi regali la facilità con cui esprimo la mia soddisfazione per aver conquistato la vetta nello “Smurfing” nel gioco Rainbow Six Siege.
Scusa, ma è una mia abitudine ringraziare sempre per ogni regalo.