Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
Non è solo chimica,
non è il corpo che reclama attenzione.
È il cuore che si inclina lentamente
e la mente che, per una volta,
smette di difendersi.
L’amore nasce piano,
quasi chiedendo scusa:
uno sguardo trattenuto,
una frase detta male
ma capita benissimo,
il tempo che si fa più fragile
quando sei accanto a me.
All’inizio è tutto lieve,
come camminare sull’acqua
senza sapere come sia possibile.
Il petto si riempie di promesse non dette,
le mani tremano per la felicità
di sentirsi scelte,
anche solo per un istante.
Poi cresce, senza avvisare.
Diventa abitudine dolce,
diventa bisogno,
diventa casa.
E noi ci crediamo eterni,
mentre il mondo fuori
continua a cambiare.
Ma ci sono amori che, lentamente,
cominciano a sbiadire.
Non fanno rumore quando finiscono,
si consumano come una candela
dimenticata accesa.
Restano le parole non dette,
i gesti che non scaldano più,
il peso di capire
che volersi bene
a volte non basta.
L’addio non è un momento,
è una stagione intera.
È imparare a camminare
senza cercarti negli angoli della stanza,
è togliere il tuo nome
dalle cose quotidiane
senza riuscirci davvero.
Eppure alcune scene resistono:
un tramonto visto insieme,
una risata nel buio,
il modo in cui mi tenevi la mano
quando avevo paura.
Quelle sensazioni non se ne vanno,
restano a vivere in silenzio
dentro di me.
E anche se ci siamo lasciati a metà,
anche se fa male ricordare,
l’amore non muore:
si ritira,
fa spazio,
insegna.
Così, con una malinconia gentile,
cuore e cervello continuano a cercare,
portandosi dietro ciò che è stato,
sapendo che da quelle ferite
nasceranno altri innamoramenti,
forse più lenti,
forse più veri.