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Agrigento rotola sopra i suoi templi
poi si stempera su un mare lontano,
dell'isola una perla poi il canto
di un'averla.
Napoli i suoi vicoli, la sua vecchiaia stanca,
ma sempre viva e verace,
la sua guerra, la sua pace.
I tuoi occhi il tuo sorriso li vedo riflessi
dove tutto brilla,
in un'Italia che strilla
le sue bellezze, le sue stranezze.
Mi fermo al rosso, un uomo mi indica
il Colosseo, nel tempo delle sue rovine,
e i sette colli di Roma
sono già svegli,
mentre la cupola di San Pietro si staglia
tra nuvole e preghiere.
Cos'è la giovinezza se svanirà
cos'è la bellezza se poi non sarà
cerchi la pace ma il tempo è crudele,
cerchi te stesso tra città antiche,
ma sei di più delle pietre, del dolore
che hai,
più di un passato che sembra uguale.
Firenze le sue statue di marmo,
i monumenti intrecciati, e i dipinti sciolti
sulle tele del vento.
I tuoi pensieri, il tuo camminare
li vedo riflessi dove tutto è bello,
in un'Italia senza età, senza ombrello.