Presenze nella casa contesa

scritto da Gabriella Cuscinà
Scritto 8 anni fa • Pubblicato 8 anni fa • Revisionato 8 anni fa
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Una storia allucinante di fantasmi.
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Testo: Presenze nella casa contesa
di Gabriella Cuscinà

Presenze nella casa contesa

La mia amica Ornella abita nel mio stesso condominio. Lei e suo marito hanno tre figlioli: Davide che è avvocato, un altro medico e poi Evelina che è insegnante.
In una strada vicina, possiedono un’altra casa che è stata oggetto di strani fenomeni. Infatti, in un primo tempo, i nostri amici avevano ceduto quell’appartamento alla figlia Evelina che si doveva sposare. Gli altri due fratelli avevano acconsentito e quindi la figlia e suo marito l’avevano ristrutturato completamente. Avevano speso un mucchio di soldi per rinnovare, abbellire e trasformare tutta la casa.
Circa un anno fa, purtroppo il marito di Ornella è morto, lasciando la famiglia in grande sconforto.
Davide, a questo punto, avanzò la pretesa di ritornare in possesso del famoso appartamento, perché il padre non aveva fatto testamento e gli eredi erano tre, escludendo la madre che non voleva nulla.
La casa ristrutturata adesso valeva molto di più, ma l’avvocato dichiarò che a lui non importava, che andava valutata secondo lo stato iniziale e che l’avrebbe comprata, dopo aver corrisposto a ogni fratello la terza parte del valore totale. Insomma faceva un affare! Nello stesso tempo però turlupinava Evelina.
Questa e il marito, infatti, furono letteralmente buttati fuori di casa, da quella casa che avevano restaurato, arricchito e curato in ogni particolare architettonico.
Per fortuna trovarono un altro appartamento nelle vicinanze e, a malincuore, vi si trasferirono.
Viceversa nella casa contesa traslocò l’avvocato che era scapolo ed era un illustre rappresentante del foro, ma pessimo fratello e individuo prepotente. Vi trasferì anche il proprio studio professionale e tutto ciò che lo riguardava.
Tuttavia, mal gliene incolse! Difatti ciò che avvenne da quel momento in poi, ha del surreale.
Accadde che degli ectoplasmi si dessero appuntamento in quella casa e i fenomeni paranormali furono incredibili!
I clienti dello studio cominciarono a vedere delle strane ombre dietro i quadri e dietro le tende. Dunque non si rivolsero più a Davide.
La segretaria sentiva una mano misteriosa che la infastidiva sotto il tavolo e ben presto ovviamente diede le dimissioni.
L’avvocato, aggirandosi per le stanze, avvertiva come uno strano peso sulle spalle. Cercava di scuotersi e respirare, ma la situazione peggiorava e gli veniva un tremendo mal di testa. Sentiva spifferi e tramestii provenire da tutte le parti. Le porte si aprivano e si chiudevano da sole. Tutto ciò con suo enorme raccapriccio, anche se non aveva mai creduto ai fantasmi.
Una mattina, mentre stava prendendo il caffè in cucina, vide avvicinarsi una bella ragazza. Fece un salto e gridò, al che l’apparizione scomparve, per ricomparire poco dopo con il velo da sposa. Davide scappò in un'altra stanza e lei non lo seguì.
Qualche giorno dopo, l’avvocato vide spuntare nel corridoio lo spirito di un giovane che gli spiegò che lui e la ragazza, molti anni addietro, furono legati a quella casa perché avrebbero dovuto abitarla dopo sposati, ma erano stati uccisi da un pretendente di lei respinto.
In seguito, Davide non riuscì più a entrare nel proprio studio poiché una forza invincibile lo respingeva. Si manifestò di nuovo l’ectoplasma del giovane ucciso e gli spiegò che quella era la stanza dove era avvenuto il delitto.
Ogni tanto, trovava delle macchie di sangue sui muri e urlava sconvolto, ma quando i vicini gli chiedevano cosa fosse successo, le macchie scomparivano e lui era costretto a minimizzare tutto.
Non resistette oltre, abbandonò la casa e cercò di venderla. Ovviamente nessuno voleva comprarla perché si era sparsa la notizia delle arcane presenze.
Solo la sorella Evelina e suo marito si offersero di tornarne in possesso, in quanto, essendo dei fervidi Cattolici praticanti, erano convinti che i fantasmi li avrebbero lasciati in pace. Comunque l’avrebbero ripresa solo comprandola a un prezzo irrisorio.
Davide, ancora terrorizzato dalle esperienze vissute, gliela cedette ben volentieri.
Dal momento in cui Evelina e il marito ritornarono in quella casa, le presenze scomparvero e non si presentarono mai più.
Davide ancora oggi ripensa a quei fantasmi e non può credere che si fossero manifestati solo a lui. Il loro ricordo lo fa ancora raccapricciare e inorridire, tanto che non andò mai più a trovare la sorella nella casa contesa.
Presenze nella casa contesa testo di Gabriella Cuscinà
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