Minuto dopo minuto...ora dopo ora...giorno dopo giorno...l'agonia continua...è una goccia che cade e lentamente corrode l'essere. Vorrei chiudere con forza il rubinetto della mente...vorrei non pensare piu'.
Sono circondata da un oceano di domande senza risposte e vi ci annego dentro con inerzia.
In questo puzzle di situazioni paradossali, un flash mi riporta alla " Metamorfosi"...."Un uomo comune, apparentemente tranquillo,metodico, che tutte le mattine s'alza per andare a lavorare, un brutto giorno si sveglia e s'accorge d'essere diventato un enorme insetto ripugnante!
La famiglia resta inorridita,prova ribrezzo e lo evita.La bestia trova conforto solo in "un'anima" che. mossa da pietà lo accudisce e gli porta del cibo,ma......la tragedia è alle porte!
L'anima pia un bel dì va per la sua strada e lui si ritrova solo nella sua terribile condizione.
Completamente abbandonato a se stesso e alienato per quel suo aspetto orrido, il mostro , ferito da un lancio di mele,si lascia andare a una lenta morte e il suo cadavere gettato nella spazzatura.
L'opera è oggetto di svariate interpretazioni,l'aspetto surreale porta a riflessioni sulla tematica della diversità e oscure problematiche familiari.
Kafka, conviveva coi suoi fantasmi ed io immergendomi nel suo paradosso lo capovolgo e lo riscrivo.
"Uno scarafaggio,un bel giorno decide di cambiare pelle e indossare gli abiti di un uomo comune.Il mostro aiutato dal suo falso aspetto umano inizia a contaminare l'ambiente intorno a lui, attento a non farsi scoprire. Gli altri, non riescono a percepire il pericolo,solo una o due persone fiutano il "male". ma due gocce nel mare non fanno rumore e l'insetto continua imperterrito nel suo progetto distruttivo.
L'uomo-bestia segue un percorso diverso,la sua maschera è ben incollata e conduce normalmente la sua vita:si lava,si profuma,va a lavorare. è ben disposto al dialogo con la varia umanità,ride,scherza è satanicamente sereno...ma.....al momento di rientrare nella sua tana inizia la metamorfosi.
Si libera degli abiti puliti,si cosparge di "odor di fogna",striscia silenziosamente rasentando i muri,rigurgita, defeca e contamina tutto provocando affezioni letali.
Dentro di sè saltella il mostro, consapevole che solo con la sua presenza ributtante riesce a suscitare ribrezzo,sconcerto e panico.
Si diverte a giocare a "nascondino"....non affronta il "nemico", usa armi subdole. Attende pazientemente che la vittima designata si stanchi della sua viscida e inquietante presenza e che abbandoni il campo per riacquistare il territorio perduto.
Caro Kafka,è un sogno il tuo paradosso!!!!
Peccato che in questo mondo non succede mai quello che è capitato a Gregor.....peccato!!!!
La situazione ideale sarebbe quella tua......Essere circondati da esseri umani trasformati in insetti sarebbe meglio che combattere contro le bestie nere che s'annidano dentro ognuno di noi.
Quanti uomini-scarafaggio prolificano su questa terra, un habitat maturale impareggiabile!
Che goduria sarebbe poterli schiacciare!!!
Morale:
In entrambe le situazioni balza prepotentemente agli occhi la tematica dell'auto-distruzione,del diverso che viene emarginato e condannato a una lenta agonia.
La solitudine è l'unica amica che resterà accanto a loro fino alla morte.
Metamorfosi testo di AlbaKiara