inventario

scritto da aiupo
Scritto 14 giorni fa • Pubblicato 13 giorni fa • Revisionato 13 giorni fa
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Autore del testo aiupo

Testo: inventario
di aiupo

Ho avuto un'estate che sapeva di polvere e ciliegie,

e un amore così giovane

che ancora oggi conosco a memoria

il rumore dei suoi passi.

Non l'ho mai dimenticata.

Ci sono nomi che il tempo scolora,

e poi ce n'è uno soltanto

che continua a respirare nel silenzio.

Ho avuto amici.

Ridevamo come se il mondo

non avesse abbastanza anni

per insegnarci la paura.

Poi il tempo ci ha dispersi:

chi lontano, chi perduto,

chi rimasto soltanto

in una fotografia ingiallita.

Ho avuto figli.

Le loro mani piccole nelle mie

erano una promessa

che nessuno mi aveva mai fatto.

Li ho visti cadere, rialzarsi, sorridere,

e ho imparato che un padre

invecchia due volte:

una nello specchio,

l'altra negli occhi dei propri figli.

Ho avuto albe

che sembravano ricominciare il mondo,

e tramonti così belli

da costringermi a tacere.

Ho contato più sconfitte che vittorie.

Le prime mi hanno scavato dentro,

le seconde sono durate il tempo

di un respiro.

Eppure erano mie.

Come mie erano le strade,

le piogge improvvise,

il mare d'inverno,

il profumo del pane,

le notti in cui bastava una voce

per sentirmi meno solo.

Ora sono stanco.

Non arrabbiato.

Non deluso.

Stanco.

Come una casa

che ha tenuto accesa la luce

per troppo tempo.

Vorrei soltanto riposare

da questo peso che nessuno vede,

da questa fatica

che ogni mattina indossa il mio nome.

Ma mentre faccio l'inventario

di tutto ciò che è stato,

mi accorgo che ogni ricordo

continua ostinatamente

a chiedermi un altro giorno.

Forse è questo il destino della memoria:

ricordarci, anche quando non ne abbiamo più la forza,

che siamo stati amati,

che abbiamo amato,

e che perfino la notte più lunga

conosce il nome dell'alba.

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