É una cattedrale caduta in disuso il mio cuore.
Le vetrate sono state infrante dalle mani del loro costruttore, quei mille colori, sono andati in pezzi.
Da due anni questo bisbiglio perpetuo tormenta i miei mattoni: ormai il suo nome ha scalfito le mie mura.
Così, fragile, me ne sto chiusa e solitaria su questa collina e, fra alti, severi e imponenti alberi, ascolto il mio istinto, nell `attesa che il destino si compia.
Ci sono parole che mai avranno il coraggio di uscire dalla tana dei pensieri e del cuore, forse perché troppo importanti, o forse perché troppo semplici, ma alcune informazioni si possono carpire dagli occhi. Bècquer disse che l'anima che può parlare con gli occhi, può anche baciarti con lo sguardo, d'altronde é ciò che dicono tutti i letterati del '200 italiano: l'amore colpisce il cuore usando come tramite lo sguardi degli amanti, ma di questo non se n'è sicuri, non lo si comprende veramente, finché non lo si prova sulla propria pelle.
Fu così, dopo la mia prima delusione amorosa, che decisi di rendere il mio corpo uno scrigno capace di contenere un'anima che, col passare del tempo, avrebbe trovato la perfezione di se stessa: iniziai ad assimilare nlo scorrere dei minuti con la virtù della pazienza, riuscii ad associare il bisogno di qualcuno con la mia necessità interiore di necessità ed attenzione agli altri, ma imparai sulla mia pelle il valore della fedeltà, della fiducia e del rispetto.
Ogni volta ero stata io stessa a cercare di farmi cambiare strada, a cercare di rendermi meni complesso raggiungere o anche solo vedere ciò che volevo, ma non avevo ancora imparato ad ascoltare, nè me stessa, nè gli altri, quindi poche volte riconobbi la via giusta e ancora meno osai ammettere di aver sbagliato.
Cattedrale testo di Sciozap