Testo: Da quando il cuore se ne andó di Nestore Oderisi
Ho tradito i miei campi. Rimasto, non avrei consentito coprire d'asfalto le sorgenti sgorganti da terre di argilla a dissetare viandanti. E non avrei sopportato fra grano, papaveri rosa e susine che siringhe, lattine e bottiglie profanassero i sacri altari d'affetti. La primavera mia nasceva ogni volta con mammole d’oro con gigli e con viole rubate al ruscello per amore di Flora. Ed il candore delle margherite apprezza ancora i miei campi ed il rivolo della mia fanciullezza. E lì, la ignara natura sembra aspettare bambini festosi a raccogliere fiori profumati appena per loro sbocciati. Ma tutti coperti di rovi pungenti rimangono i sentieri dei campi e nessuno che neanche calpesti il variopinto tappeto di petali qual festoso vestito d'Arlecchino. E le mimose stanno a guardare mentre il vento primaverile sposta le fronde a destra ed a manca dolcemente quasi a suggerire al distratto passeggero di fermarsi.
Da quando il cuore se ne andó testo di Nestore Oderisi
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