Contenuti per adulti
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Ancora vita…
o non vita.
C’è tutto:
Manca un amore,ma ho
un figlio,
una casa.
Un lavoro.
Ma nulla è mio.
Nulla è solo mio.
E mi pesa.
È tutto appeso.
C’è un genitore a metà.
C’è un lavoro che mi fa sopravvivere, non vivere.
C’è chi dice che dovrei essere felice di ciò che ho.
Ma chi lo dice è incapace di leggere dentro,di capire le virgole,di spiegarmi perché dovrei essere felice in questo momento.
Oppure sono sbagliato io.
Ingrato.
Nostalgico.
Odio essere grato.
Perché tutte le volte che ho dato ..
e ho dato tanto ..
non ho preteso gratitudine,
né messo diktat.
Ho dato.
E basta.
Ora invece devo essere grato per essere felice.
Ma anche no.
Ciò che ho ora,
ciò che sono ora,
non lo devo a me stesso
ma ad altri
che lo fanno pesare ogni istante.
Ed io, zitto,
devo essere felice e grato.
Decisamente preferisco l’altra strada.
La mia strada.
O comunque qualcosa di mio.
Solo mio.
Una famiglia mia.
Una casa mia.
Un lavoro mio.
L’unico a cui sono stato grato
e che non me l’ha mai chiesto,
l’ho deluso.
E si gira nella tomba.
E mi dispiace.
Tutte queste metà non fanno uno.
E mi sento privo di tante metà.
Forse meglio solo.
Un intero pieno di niente,ma un niente solo mio.
Un vuoto senza amore,
senza figli,
sotto un ponte,
o magari in galera,
o meglio sotto terra
senza che la gente sappia dove sono.
Perché così si dimenticano e passano oltre.
Cosa che comunque fanno tutti molto velocemente.
Ed io, dannato,non sono capace.
E penso.
Saper pensare è orribile.
Sarebbe meglio essere un cervello che non pensa,
che esegue,
che è grato,
che è felice,
che non ricorda,
che non rimurgina.
Che vive il giorno.
E domani è solo domani.
E ieri non esiste più.
Un reset. Merda, un reset.
Magari una lobotomia, magari...
Se avessi coraggio mi stordirei,
O farei qualcosa.
Sono una merda incapace anche di essere una merda.