Cappuccetto rosso e l'angelo della morte

scritto da Italo Rapacciuolo
Scritto 14 giorni fa • Pubblicato 13 ore fa • Revisionato 7 ore fa
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Autore del testo Italo Rapacciuolo

Testo: Cappuccetto rosso e l'angelo della morte
di Italo Rapacciuolo

Cappuccetto rosso camminava nel bosco per andare dalla nonna quando da lontano scorse un essere appoggiato a un albero. Era scuro, quasi trasparente e piangeva.
Andò vicino e gli chiese chi fosse. "Sono un angelo" rispose, Cappuccetto tutta contenta urlò: "oh un angelo ho sempre sognato d'incontrare un angelo. Sono belli, alati, luminosi, splendenti d'amore e pace"

Ma io non ti vedo così, ti vedo scuro, un'ombra sofferente. "Hai ragione io non sono un angelo normale come tu dici, sono l'angelo della morte"
Cappuccetto fece un salto indietro, sei l'angelo della morte? "Ma io credevo che esistessero solo angeli di luce, di vita" 
"Io ero così"
"Splendevo d'una luce di vita infinita, ogni cosa che toccavo prendeva vita, guardavo un prato rinsecchito subito diventava verdeggiante colmo di fiori"
"Bastava che lo pensassi e nascevano bambini, toccavo un albero morto e riprendeva vita"
"Ero il messaggero preferito di Dio, fecondo e vitale, errabondo e astrale. Il potere però mi corruppe, col tempo diventati superbo, arrogante, dispotico"
"Volevo controllare tutto e tutti, giudicavo le persone, le catalogavo, dividevo i buoni dai cattivi, i belli dai brutti, questo lo facevo anche con le piante e gli animali"

"Dio si ruppe i coglioni di questo andazzo e mi declassò da angelo della vita, ad angelo della morte"
"Adesso sono un essere oscuro che ogni cosa tocca muore, sto vicino ai moribondi, sia essi umani piante e animali, per portarli oltre"

Cappuccetto si commosse e presa da compassione lo accarezzò e disse: "io ho una cura per te, per farti tornare l'angelo della vita"
"Nel mio cestino ho delle erbe officinali e dei fiori di Bach che ti possono aiutare"
Andarono dalla nonna che l'aspettava con il lupo legato alla catena. Fecero una tisana con le erbe e l'angelo appena bevutala si addormentò. Al risveglio l'angelo si ritrovò luminoso e splendente di pace, ritornò l'angelo della vita, toccò il lupo e subito si ammansì tanto che la nonna si mise a giocare con lui.

Passò circa un mese e l'angelo benediva la vita, fecondava, faceva nascere piante animali e bambini. Poi notò che nessuno moriva. E pensò: "se nessuno muore più qualcosa non torna, non moriranno neanche Netanyahu, Trump, Putin, Zelensky, gli Ayatollah, e tanti despota, camorristi, mafiosi, e politici assetati di potere.
Non ci sarà più la giustizia della morte, la livella che tutti rende uguali e mortali. Allora disperato chiese a Dio di farlo ritornare angelo della morte, così tutti quelli che avevano terminato il loro cammino terreno poterono andare oltre. Sia piante, sia animali che esseri umani.
E tutti vissero felici e morenti, e l'aldilà ritornò a splendere di esseri animici, atipici, catartici.





Cappuccetto rosso e l'angelo della morte testo di Italo Rapacciuolo
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