Bighellonia

scritto da Primo Giacchigno
Scritto 15 anni fa • Pubblicato 15 anni fa • Revisionato 12 anni fa
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Bighellonia
- Nota dell'autore Primo Giacchigno

Testo: Bighellonia
di Primo Giacchigno

Cap I

"Vedendo la luna tramontante,
e il giorno vicino al compimento
capii che non era interessante
e neppure di vero godimento;
la noia era regina incontrollata
intendo questa come si deve
durante le or della giornata
sia sole,sia pioggia,fosse neve!
Cadendo il cuscino sulla testa
vid'io una palla della terra
l'afferrai e con la mano lesta
fè sì che altri non l'afferra
e movendo a destra e manca il dito
a mò di onda elementare
per caso o gioco dell'attrito
si fermò e mi misi a cantare
Era quello il posto dei miei sogni
per cui valigia era già pronta
che sia dove l'acqua sfogni
che costi l'ingresso con la conta.
Il nome infatti diceva già tutto
come i sassi che trovi in Sassonia
un riposo gaio e senza lutto
mi attendeva nella così detta...

BIGHELLONIA

Cap II

Giunto nel posto rinomato,
rimasi col fiato a mezza gola
era questo un regno incrollato
dove il riposo è legge sola.
C'era gente seduta su pachine
che dormiva 20 ore alla giornata
c’eran giovani,bimbe e bambine
che mangiavano lenti, marmellata.
C’era chi,non volendo, rubava
approfittando della lemma generale
ma il furto iniziava e rallentava
per non far a quel ritmo del male
C’era chi,venendo da lontano
trovava solo un povero nonno
e non c’era altri a dargli una mano
se non per accrescergli il sonno
Era questi,un uomo assai anziano
detto il nonno,dalla gente del posto
era infatti, là, molto strano
voler invecchiare a ogni costo
"Se fai,tu invecchi"mi disse il vecchio
"ed io faccio la guida;
vieni e conoscenza sarà al tuo orecchio
cose ,che' gente non rida.

Cap III

Seguii allora il vecchio strambalato,
e giunto in un posto con molte raganatele,
rimasi da prima un momento senza fiato
perchè pendevan da esse delle mele.
"Che son quelle?" chiesi io
e il vecchio pronto alla risposta
"Qui non mangia altri che io,
che altri non voglion far sosta
al risposo che regna sovrano"
"Ma nemmeno mangiar ?",chies'io
"Mangiar ? Tutto ciò che è umano,
non vien fatto,e il resto è il mio".
"Ma se non metton qualcosa sotto i denti"
affermai di colpo "essi dormiranno
perchè in realtà son malati non lenti"
"Ma che!Essi non hanno che un anno"
Così disse il vecchio,e sensa far motto
si avvicinò ad un melo assai consumato
"un tempo" disse "era in fiore e se rotto
l'inganno che qui rende tutto riposato
potrà diventar verde come era
e la gente comincierà a svegliarsi
e a dormir solo col fare della sera
e più tardi se con più legni arsi".

Cap IV

Che strano il paese in cui mi trovo
per un inganno,di cui son ben poco
la gente è stanca e riman nel rovo
dove niente arde ma tutto è al fuoco.
Potrei esser io a rompere l'inganno
visto che non si sa dellla mia arte
nè del mio detto,nè del mio panno
visto che vengo da tutt'altra parte.
ma,dove è l'andare?Cos'è da fare?
Io non lo so!
so solo che il mondo compare e scompare
basti lo si voglia,o si dica di no.
No!No,sto per dire
a tutta la gente che sta quaggiù
no alla noia,no al dormire
serve aiuto,non si può più.
Chiesi allor al vecchio ,tanto gentile
"Chi è stato a render tutto in riposo?"
"è stato un mago,è stato un vile"
urlò l'anzian,con far licenzioso
"Sei vuoi trovarlo,tu lo potrai
vai lungo il fiume,presso il bosco
in mezzo a questo,lo troverai
dove ti aspetta furtivo e losco"

Cap V

Che disdetta,che sfortuna
mi tocca andar in giro fra le selve
senza saper cosa alcuna
in questo luogo pien di belve
Ecco il fiume sopra citato
ecco la via che porta dal mago
c'è un cartello non va ignorato
C'è scritto :"ecco del pagliaio l'ago"
L'ho trovato,ce lo fatta
ma dopo tante congratulazioni
con la mia mente all'avventura atta
ora è il turno delle preoccupazioni.
E se m'addormenta anche a me?
e se per far del bene trovo del male?
E se la smettessi con questi se?
Sarà sempre un mago,e non più di tale.
"Buongiorno,posso darle un mano?"
"Sì" fò io "avrei da fiorir un melo"
"un melo? Mi par alquanto strano!"
"Ma...lo copra con questo telo,
e tornerà sano,
almeno spero
come Magellano
dal girare il mondo intero.

Cap VI

Con il velo ben ripiegato,
mi porsi al vecchio che mi era guida
"con questo si è rimiedato
ma almen non rida"
"Rido" disse il vecchio
perchè conosco ben quel velo
il mio occhio e il mio orecchio
l'hanno visto più del cielo
Quello è il telo del gran sonno
chi si copre dorme a lungo
se son qui e sono il "nonno"
e perchè da cavia non fungo
"lei,cioè non hai mai dormito?
e come fà a saper che gli sia nocivo
un telo di cui lei non ne ha fruito
e pensa che sia ciò a renderlo più vivo?"
"In effetti hai ragione,
dammi il panno maledetto
Se si può uscire dalla prigione
resa dalla mia prudenza che mi ha reso inetto"
Gli porsi il velo e lui si coprì
e il panno scese a poco a poco
finchè il vecchio non sparì
da sotto il velo,in nessun luogo.


Cap VII

Solo rimasi,solo con la mia speranza
me,me misero,me tapino : me trino
me e la mia non curanza
he ha portato alla scomparsa del mio vicino
non resta che il mago "alla mano":
torno al bosco,col telo, e gli rammento
"Non portar l'esempio di Magellano
che divenne di tribu asiatica alimento
Ma prova tu stesso questo telo
Che ti serva di insegnamento
e serve a me a capire se funziona per il melo
o se non porta altro che al suo fallimento".
Giunto al mago, e detto quanto sopra
mi fece strano vedere quella losca figura
prender subito il telo e urlare "Mi si copra"
E io lo coprì,aspettando la sciagura
Ma rimasi alquanto interdetto
quando scoprì il telo ed ecco che canta
il mago divenuto ormai un vivace giovinetto
"Grazie,grazie tante,lo provo subito sulla pianta"
E la vergogna venne a me in un istante.
Se io fossi foco,arderei il mondo
ma siccome non son Cecco e nemmeno Dante
fuggì nella selva col panno immondo.

Cap VIII

non restava che la prova,ultima e decisiva
di provar lo panno immondo sopra di me
lo so,lo so può essere autolesiva
ma la cosa è da farsi,senza ma ,nè perchè.
Perchè,perchè mondo leggiadro
fai sempre sparir chi è onesto e malsano
lasci inatteso il povero ladro
e accontenti solo chi ha già avuto tua mano
son qui per scrivere di me con parole non mie
ma l'arte,che è la poesia e parte del tuo mondo
canti,preghiere,orazioni son soltanto litanie
a confronto al suono che tu scavi nel profondo.
Allora dimmi dimmi o musa espiratrice
dimmi che fare,com'è l'agire
ecco il tuo stampo,mente mia sia tua matrice
guidami nell'andare e nel dire.
E dirò che presi il telo rinomato
e lo porsi sulla mia chioma
e sentii in un momento un fiato
senza timbro,nè gusto,nè aroma.
E il pensier mio ringiovanì,
senza ombra di alcun dubbio,
e il tempo non mi tradì,
fedel come un lupo di Gubbio.

Mi svegliai,Bighellonia non c'era più
ero in fasce e piangevo
ero tornato al tempo che fù
e sulla mia culla uno scritto leggevo:
"Se non apprezzi il mondo
vuol dire che non hai niente intorno,
Se non apprezzi l'arte
vuol dire che non hai niente da parte,
Il mondo è Greco
e con lui la sua essenza
capirlo ora
e viverne senza.


FINE
Bighellonia testo di Primo Giacchigno
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