Pagina uno del diario

scritto da Heisenberg
Scritto 12 anni fa • Pubblicato 12 anni fa • Revisionato 12 anni fa
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Autore del testo Heisenberg

Testo: Pagina uno del diario
di Heisenberg

A scuola quando scrivevo i temi non sono mai stato bravo a trovare delle frasi per iniziare, quindi non lo farò. Ho iniziato a scrivere questa sorta di diario perché ultimamente ho avuto, stranamente, voglia di scrivere. E poi mi piace l'idea di leggere questo documento a distanza di tempo, magari non succederà, non sono certo un esempio di costanza , in genere.
Ultimamente, nell'ultimo anno soprattutto, sono cambiate un sacco di cose, sono cambiato e sto cambiando io, e me ne sto rendendo conto. Ma devo dire che questo cambiamento in me non mi dispiace, anzi, sono molto più aperto mentalmente e ho iniziato a vedere alcune cose da un lato totalmente diverso. Alla fine anche questo lascia il tempo che trova, non credo possa non piacere un cambiamento di se stessi, non siamo grandi giudici quando si tratta di noi in prima persona.
Da un anno a questa parte come dicevo, sono cambiate un po' di cose. Ho cambiato casa all'università, prima stavo con Claudio, soggetto davvero davvero strano, non so cosa stia facendo della sua vita, ma sinceramente non mi interessa più di tanto. In ogni caso ora abito poco distante da dove stavo prima, ma il mio stile di vita è completamente cambiato; la casa è più grande, più vivibile di quella specie di catapecchia in cui abitavo prima, i coinquilini sono cambiati, in meglio, Roberto e Francesco sono dei bravi ragazzi e mi trovo bene a vivere con loro. Ho un bel rapporto con entrambi, ma con Francesco è su un livello diverso, con lui parlo di qualunque cosa, è un ragazzo molto sveglio e molto simile a me in certi aspetti caratteriali.
In secondo luogo non sto più insieme ad Giulia, ci siamo lasciati oramai da quasi un anno, ma ci sono stati diversi momenti di riavvicinamento, ma nessuno troppo duraturo. Per un po' ho sperato tornassimo insieme, probabilmente nel profondo l'ho sperato fino a non molto tempo fa, ora però vedo la situazione in modo chiaro. Ho capito che ora come ora non voglio stare con lei, ci abbiamo provato e l'ultima volta mi sono accorto che qualcosa era cambiato, non so bene cosa, ma passare del tempo con lei non era più come prima. Non voglio però perderla come amica, rimane una persona con cui ho condiviso dei bei momenti per due anni e mezzo, e mi dispiacerebbe l'idea di perderla di vista. Ma sentimentalmente sto bene così, ho vent'anni e studio ingegneria, una ragazza fissa non è proprio facile da inserire nella mia vita.
Ultimamente ho avuto qualche problemino a Milano, nel senso che non mi sentivo proprio bene. L'università non è che vada benissimo, anzi, alla fine del primo anno in pratica ho dato un solo esame. Capisco benissimo che i miei genitori fanno tanti sforzi e tanti sacrifici per mantenermi li a studiare, ma fin'ora non sono riuscito a ricambiarli con delle belle soddisfazioni. Non perché non mi rendessi conto delle situazione, ma perché sto avendo reali difficoltà nello studio. Forse perché fino all'anno scorso non sapevo neanche cosa volesse dire studio, non sono abituato, non reggo.
Il fatto che sto avendo queste difficoltà mi ha fatto pensare di aver sbagliato a scegliere la facoltà, avevo pensato di passare a meccanica, ma poi mi sono reso conto che bene o male avrei trovato delle difficoltà comunque. Ho capito che l'unica cosa da fare è studiare (può sembrare scontato, ma per me non lo è stato, almeno fino a poco tempo fa) , il problema è che senza la giusta motivazione le cose non mi riescono bene, e a dir la verità non è che abbia tutta questa motivazione. Se ora mi chiedessero: “cosa vuoi fare da grande?” Non saprei cosa rispondere, non mi vedo in nessuna figura professionale, non ho idea di cosa vorrei essere concretamente tra dieci anni dal punto di vista lavorativo. Non lo so, intanto studio, o meglio ci provo, più che altro per ripagare gli sforzi dei miei, magari andando avanti vedrò con più chiarezza le cose.
A dir la verità però, c'è un ambito che ultimamente vedo con maggior interesse, l'informatica medica. Ho iniziato il corso questo semestre e devo dire che la materia mi interessa, non vedo però ancora bene la figura professionale che vorrei diventare, ma perlomeno credo di aver identificato l'ambito, poi magari mi passa.
Il mio rapporto con lo studio è sempre stato conflittuale. In tutte le scuole dove sono andato hanno sempre riconosciuto in me una certa intelligenza, non so se a ragione, ultimamente non mi fido molto delle scuole del sud. Questo per me da un certo punto di vista è stato un problema, perché mi sono sempre adagiato, cercando di fare il meno possibile per stare a galla. Ma quando sono uscito dalla piccola realtà calabrese e mi sono trovato a Milano e ho capito cosa vuol dire studiare e dopo aver conosciuto un po' di persone all'università ho un po' ridimensionato la cosa. In sintesi ho capito che c'è da farsi il culo. Il mio problema sono le motivazioni, ma di questo ne ho già parlato.
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