"La mia mamma non era una mamma come tante...anzi la parola mamma non le si addiceva per niente. Aveva modi strani per esserlo, modalità non sempre canoniche, ma faceva quello che le riusciva meglio. Cuciva. Si, cuciva per noi abiti e relazioni senza nemmeno immaginare che quello che stava facendo era il suo modo per dimostrare il suo legame con noi. Una sarta non è semplicemente una cucitrice di punti... per niente. E' una rilegatrice di libri. Quelli legati alla Vita di ognuno. E' una tessitrice di rapporti umani, perchè altra via non conosceva, altre modalità per esplicare la sua maternità non le aveva riconosciute. Per lei tendine e abiti viaggiavano alla stessa frequenza...quella del Cuore. Poi cantava...si cantava con una voce armoniosa, mentre noi nascondevamo i visi sotto il tavolo della cucina per non svelare la commozione di quel canto. Come ora...anche se il suo cantare non riecheggia più tra le tendine appese alla finestra. Come ora...con gli abiti cuciti dalla malinconia. Con i Cuori gonfi di tutti i punti che non tengono più"
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