Ancorata … ad un granello di sabbia immota, ne osservo lo scorrere nella clessidra del tempo.
E ieri… mi sembra oggi e l’oggi ieri e lo spazio il vuoto e l’eterno un sogno….
Misera anarchica e impotente, m’appello al logorio insistente… e nel labirinto d’eventi invoco la sua umana compassione, scettro di pietà del suo costante fluire, poichè nelle inquietudini risibili del suo scorrere lento, potere dà all’acqua che intacca le rocce più dure, potere dà alle umane menti nel dono del dimenticare, potere alle sofferte piaghe nel dono del guarire, potere dà al pargolo nel dono del divenire, potere all’anziano nel tramandare invecchiando…
La vita germoglia, attecchisce il restio seme e nelle cosmiche trasformazioni l’inesorabile eternare delle stagioni.
Nel tramonto e nell’alba del suo ciclo infinito, la natura immensa e il suo prato fiorito, e se il potere non sta nell’elemento ma nel fluire costante del tempo, in ogni dove lo spettro evolve ed analoghe vite sibilano accorate, che li curi, che sradichi il malato seme dai celati rifugi, e nel suo eremo occulti i desideri vaganti … e le sentite dolenze, lasciando vivida nel tempo e fuori dal tempo, la luce della reminescenza, come faro nella notte come gemma incastonata che guidi nel percorso della vita…
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