L'agnello giallo

scritto da redheadlove
Scritto 18 anni fa • Pubblicato 18 anni fa • Revisionato 18 anni fa
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Testo: L'agnello giallo
di redheadlove

C'era un agnello, un piccolo agnello, in un prato verde e rigoglioso recintato da una staccionata. Accanto a lui i due fratelli, ed i suoi genitori. Via via che cresceva l'agnello si avvicinava alla staccionata e guardava il mondo che lo circondava, cominciava ad avere stretto il recinto, seppur verdeggiante. Intorno vedeva le montagne, capre e pecore che saltavano felici. Ed i lupi. I lupi, sì, erano quelli che lo affascinavano maggiormente. Col loro pelo fulvo si aggiravano intorno al recinto, allargavano le loro nari sentendo l'odore dell'agnello, e giocavano fra loro giochi pericolosi. L'agnello li guardava e li invidiava, voleva essere come loro, voleva avere le loro zanne ed il loro pelo. Una volta, di nascosto ai suoi genitori, uscì di soppiatto dal recinto e si avvicinò a loro. I lupi smisero di giocare e lo guardarono intensamente. "Ciao lupi" belò l'agnello. I lupi, tronfi, si girarono e ricominciarono a giocare fra loro ignorandolo. "Posso giocare con voi lupi?" insisté l'agnello senza ottenere risposta. Stava intristendosi e fece per voltarsi quando un giovane lupo lo chiamò. "Ehi, agnello, vieni a giocare con noi!" i suoi occhi gialli rilucevano di un famelico brillio sinistro ma questo l'agnello non lo capì. E l'agnello cominciò a giocare con loro, cominciò a muoversi come loro mentre i lupi sorridevano maligni sotto ai baffi. Ad un tratto si sentì un forte belato, erano i genitori dell'agnello che lo stavano chiamando a gran voce. "Scusate amici lupi, devo andare" si scusò l'agnello avviandosi al recinto. "Ma no, torna quando vuoi..." gli fece il giovane lupo col suo strano sorriso. L'agnello rientrò nel recinto e subito arrivarono i genitori "Dove sei stato?" gli chiesero tra l'ansioso e l'arrabbiato "Sono stato a giocare coi lupi" rispose candidamente lui, essendo innocente nell'anima ed avendo la sincerità come punto inamovibile del suo giovane carattere. I suoi genitori sbiancarono i loro visi da agnelli adulti e gli dissero "Ascolta piccolo, non giocare coi lupi, tienitene alla larga, sono cattivi, vigliacchi, fuori da qui il mondo è diverso, cattivo..." l'agnello li ascoltò guardandoli dritto negli occhi, perchè oltre che sincero era anche un po' troppo orgoglioso e sbruffone. "I lupi sono miei amici!" dichiarò solenne "Me ne frego di quello che mi dite, so io come comportarmi!" sbottò insolente e, girando le spalle, si allontanò da loro lasciandoli tristi e mesti. Non li sopportava, la mamma perchè troppo irruenta, il babbo perchè troppo "moscio" per i suoi gusti. Sapeva che il babbo e la mamma non avevano avuto vita facile da piccoli, ma se ne fregava. Il giorno dopo uscì di nuovo e si rimise a giocare coi lupi. Quando fu il momento di rientrare sentì una fitta sulla schiena. Si girò di scatto e vide dietro di lui il giovane lupo con le labbra arrossate dal suo sangue. Sangue che gli colava caldo sulla pancia. Sentì che le sue gambe tremavano di paura e di dolore. "Perchè mi hai morso?" gli chiese. Il lupo sorrise e gli disse "Era solo uno scherzo, tranquillo, torna a casa.." quando l'agnello rientrò, i suoi lo videro in quelle condizioni e gi dissero "Hai visto? E ti è andata bene, non andarci più!" e nonostante tutto, gli leccarono amorevolmente le ferite. L'agnello stette a casa un paio di giorni per guarire e si accorse di avere una grossa macchia gialla nel manto dove c'era stato il morso. Scosse le spalle e uscì dal recinto. Questa volta i lupi cominciarono a morderlo durante il gioco. "Ma che fate? Mi state facendo male!" belò l'agnello tutto morsicato ed insanguinato. "E' un gioco, vedrai che ti piacerà!" fecero in coro i lupi. L'agnello, un po' poco convinto, tornò zoppicando a casa. "Ci sei andato ancora?!?" gli fecero stupiti i suoi genitori. L'agnello, strafottente, disse : "Mi sono strofinato nei rovi!" Adesso aveva perso la sua purezza, la sua dote migliore, la sincerità. I suoi si avvicinarono per leccarlo ma lui si ritrasse. "Faccio da solo, sono abbastanza grande ormai!" e andò in un angolo a leccarsi le ferite. I suoi lo guardarono scuotendo il capo ed un leggero strato di lacrime velò loro gli occhi. Passò ancora qualche giorno e l'agnello si scoprì quasi del tutto giallo. Gialle le zampe, gialla la schiena, gialla la pancia e perfino la testa, l'unica parte ancora bianca era quella che va dalla gola al cuore. Ancora era pura. Guardava i lupi giocare e fu troppo forte per lui il richiamo, scavalcò la staccionata e si avvicinò a loro. I lupi lo guardarono e a qualcuno uscì un sottile filo di bava da un angolo della bocca. "Bene, sei tornato!" gli fece il giovane lupo e gli si avvicinò. "Sì, sono quì per voi amici lupi, e pensare che i miei genitori mi avevano messo in gua..." non finì il discorso che si trovò sdraiato a terra col giovane lupo attaccato alla gola. Sentiva i suoi denti aguzzi premere ora sulla pelle, ora sulla carne... con uno sforzo enorme si scrollò il lupo di dosso e si rialzò, grondava sangue. Guardò il lupo non più come amico, si sentiva tradito. Il lupo, da parte sua gli sorrideva mostrandogli le zanne. "Che cosa volevi farmi?" gli chiese incredulo. "Fa parte del gioco" fece lui sornione. "Questo gioco non mi piace" belò l'agnello e rientrò nel recinto. Si sentiva addosso lo sguardo dei lupi e quello dei genitori che stavolta lo guardarono senza dire niente. Questa volta ebbe bisogno di più giorni per guarire, durante i quali ebbe modo di pensare. Adesso era completamente giallo, non era più l'agnello bianco e puro, era giallo, corrotto. Questo essere impuro cominciava a pesargli, ma ormai non poteva farci niente. Ormai le cicatrici le aveva addosso. Arrivò alla conclusione che non avrebbe potuto vivere per sempre nel recinto, ma neppure poteva vivere fuori a contatto coi lupi, i suoi avevano ragione, ammise a malincuore. Prese una lima e davanti allo specchio si molò i denti anteriori rendendoli affilati come rasoi, aguzzi come lance di guerrieri masai. Fece un sorriso arricciando le labbra e guardò soddisfatto il suo lavoro. Scavalcò il recinto e si mise in disparte a brucare l'erba. Com'era buona! Se ne era quasi dimenticato. Allargò il naso e si inebriò del profumo di fiori. Si sentì chiamare. Era il giovane lupo. "Ehi, agnello! Che fai qui da solo? Vieni a giocare con noi!" lo invitò. L'agnello scosse la testa in segno di diniego. "No, grazie, preferisco di no" e si rimise a brucare "Insisto, vieni con noi" il tono del lupo si fece minaccioso. "Ho detto di no" si piccò l'agnello, smise di brucare l'erba e lo guardò fisso negli occhi. Si accorse che dietro al giovane lupo si affollava il branco. "Ti ho detto vieni con noi!" gli ordinò il lupo e si avvicinò all'agnello scoprendo i denti. Anche l'agnello li scoprì ed il giovane lupo si fermò interdetto. "Ti ho detto di no, gira i tacchi e lasciami in pace" gli fece l'agnello con voce calma ma ferma. Il giovane lupo l'ignorò e venne avanti di scatto mirando alla sua gola. Fu questione di pochi istanti. L'agnello invece di scappare gli corse incontro, abbassò la testa e afferrò il lupo per la gola. I denti affilati si fecero largo fra la carne squarciandogli la gola. L'agnello sentì il sangue del lupo scorrergli sulle labbra ed in gola. Era dolce, caldo, denso e forte. Gli piacque. Strizzò ancora di più ed il giovane lupo vacillò sulle zampe malferme mentre l'agnello beveva avido la sua vita. Quando il lupo cadde esanime con un rantolo, l'agnello mollò la presa. Il branco era esterrefatto. Avevano davanti a loro il cadavere del giovane lupo, mentre l'agnello li guardava sprezzante. Un vecchio lupo fece un passo avanti. Lo fece anche l'agnello e arricciò il labbro superiore mostrando le sue zanne artefatte. Bastò quello per mettere le cose al loro posto. Adesso era tutto chiaro. L'agnello si voltò sicuro che nessun lupo lo avrebbe attaccato, e così fu. I lupi seppellirono il loro morto e da allora lasciarono l'agnello brucare l'erba. L'agnello crebbe sano e forte, nonostante avesse il corpo pieno di cicatrici ed avesse assaggiato il sangue e trovato di suo gusto.
L'agnello giallo testo di redheadlove
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