Una maledetta fotografia

scritto da MrNobody
Scritto 11 anni fa • Pubblicato 11 anni fa • Revisionato 11 anni fa
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Autore del testo MrNobody

Testo: Una maledetta fotografia
di MrNobody

A me gira il cazzo a prescindere. Ci siamo detti a vicenda che non abbiamo un senso io e te insieme. Ci siamo urlati e ridetti che tra noi non ha funzionato e non potrà mai funzionare, perché semplicemente io e te non siamo destinati a funzionare. Probabilmente perché non abbiamo più niente da dirci o sussurrarci guardandoci negli occhi. Siamo un capitolo chiuso di in libro impolverato, vecchio, scolorito, lasciato lì a marcire in un angolo dimenticato di uno scaffale in una stanza ormai vuota da più di due anni. Siamo un vaso di porcellana distrutto in mille pezzi, impossibile da ricostruire o perlomeno ritrovare tutte le schegge in frantumi finite in mezzo al niente come una meteorite atterrata sulla terra esplosa nel mezzo di una distesa di grano bruciato. Provo dolore. Ho un senso di vuoto e di cronica tristezza. In fondo non potrebbe essere diversamente. Sono seduto in un bar semi abbandonato a bere un caffè senza un cellulare o qualcuno con cui poter condividere i miei cinque minuti di colazione. Osservo la gente che attraversa il marciapiede e mi rendo conto che a me non me ne frega un emerito cazzo della gente. Penso alle persone che attualmente fanno parte delle mie giornate con la profonda convinzione che a me non importa di loro, se ci sono, se se ne andranno dalla mia vita o deluderanno le mie aspettative nei loro confronti. L’unica persona per cui provo ancora un minimo di interesse, amore, gelosia sei tu. Il mio cuore, così gelido, pietrificato e sfacciato da non richiedere amore, ha un debole irrinunciabile e inspiegabile nei tuoi confronti. Non leggo giornali, non guardo televisione e non mi piacciono i film. Non mi interessa l’umanità come procede. Si, sono egoista e strafottente. Solitamente mi sveglio la mattina e mi accorgo di avere la guerra in testa. Avrei voglia di mandare a quel paese tutta la gente che mi comanda. A volte lo faccio, a volte faccio un lungo respiro e decido di non aprire la bocca per non rischiare di non avere più un lavoro per pagarmi un letto in cui dormire. Fosse per me passerei le mie giornate a fumare erba nel mio giardino, seduto sulla mia sedia di legno, le gambe distese sul tavolo a fissare il cielo e il suo cambiamento ora dopo ora, con le nuvole che lo attraversano velocemente, il sole che lo riscalda e lo colora di un azzurro intenso e bellissimo, per poi lasciare spazio alle mille stelle che lo riempiono, troppo lontane per illuminarlo ma non abbastanza distanti per non lasciare il segno e non essere adulate da uomini in cerca di sogni e desideri durante la notte. Poi c’è la luna che sembrerebbe la perfetta compagna di vita per il sole, peccato che il destino non gli ha mai dato la concreta opportunità di farli incontrare e conoscersi. Quando c’è il sole, la luna non c’è. Quando la luna appare con tutta la sua lucentezza, il sole sarà chissà dove a riscaldare la parte opposta del mondo. Ecco, io e te siamo come la luna e il sole, distanti, irraggiungibili, sfigati, distratti ma non troppo per non pensarci a vicenda. C’è un filo che ci lega. Il sole e la luna sono legati dal compito di illuminare le nostre giornate e le nostri notti. Io e te siamo legati dal nostro passato. Non ho più voglia di scrivere, ne di me ne di te ne del cielo e ne di destini troppo crudeli. Ho un malessere profondo, intensificato dal vedere quella foto con le tue labbra che si baciano con un altro. Sei la delusione più grande della mia vita. Sei più di mille coltellate allo stomaco. Sei amarezza, dolore, rabbia e tanto altro. Il problema è che sei tutto tranne che speranza. Il problema è che resti l’unica persona con cui abbia mai fatto l’amore. Resti l’unica donna di cui mi sia mai innamorato in 22 anni di vita. Resti, e resterai. Lì come sempre. A farmi del male, ad urtare la mia sensibilità e il mio senso di pace. Depresso, frustato e profondamente disgustato da quella fotografia. Benvenuta malinconia, sei l’unica rimasta a farmi compagnia. Che poi alla fine pensandoci è tutta questione di mancanze. Immaginati il cielo senza sole, nuvole, stelle o luna. Sarebbe sofferente, pieno di mancanze e fondamentalmente non avrebbe colori. Non esisterebbe il rosso fuoco mischiato al giallo di un tramonto e il mare non sarebbe così splendido senza un cielo vuoto. Mi immedesimo in un cielo spoglio, senza la minima voglia di esserci. Mio arcobaleno, vieni a salvarmi. Mi manchi.
Una maledetta fotografia testo di MrNobody
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