Il caffè oggi è amaro. Strano come un alimento sprigioni profumo tanto armonioso e quanto poi, invece, a volte il suo sapore sia l’esatto contrario.
Mi dispiace bere il primo caffè della giornata in compagnia di una persona che non mi piace.
È un po’ come inquinare un momento che di per sé sarebbe perfetto.
Chissà come sarebbe berlo con te, il primo caffè della giornata.
Sì, il caffè è amaro. Come questa giornata grigia. Grigia negli umori, nei colori del paesaggio, nei volti delle persone.
È una giornata amaramente grigia. Di quelle in cui, nonostante non si riescano a percepire le sfumature, ti consapevolizzi.
Nasce la consapevolezza che la natura delle persone è quella che è. Le persone non cambiano, non si modificano. Lo fanno per un po’, lo fanno a tentativi, lo fanno cercando di migliorare, salvo poi tornare alla loro natura.
Come lo scorpione con la rana. Mica la uccide perché è cattivo o perché è annoiato o perché in fondo la rana non le stia simpatica. Anzi, è proprio carina quella rana. Servizievole, socievole, fiduciosa del regno animale.
Ma tant’è, lo scorpione ha la sua natura.
E dietro al misero tentativo di giustificare la pochezza del genere umano si adduce alla “natura” la vera responsabilità di tutto.
Così sei anche tu, caro amore.
In rari momenti in cui probabilmente la tua “natura” se la dorme beata, assapori, assorbi, gioisci di ciò che hai. Capitalizzi il bene, e dai.
Misuratamente tanto.
Salvo poi adagiarti alla tua vera “natura”. Quella di persona non più arida, ma asciutta. Prosciugata di ogni emozione.
Le donne (le altre donne) hanno avuto tutte questo ruolo per te?
Dispensatrici di energia? Lampadine elettriche di emozioni?
Ciò che mette in moto questo tuo assurdo comportamento, questo vetro impenetrabile in cui non si capisce mai quanto tu sia coinvolto, sono io.
E anche la tua natura.
Perciò, caro amore di vetro, addio.
Libero di proseguire a dimostrare al genere umano (femminile) quanto la tua natura sia perfetta.
La natura testo di parlodime