Sai qual è la differenza tra l’amore che le persone vivono e quello che invece vivo io?
Il mio è vissuto nel presente, cortesemente nel presente. Può sembrarti un’ovvietà, ma non lo è.
Ti sto offrendo una grande cortesia, quella di essere la tua persona nel presente.
Vale a dire che mi ostino (a volte faccio anche fatica, ma sono maturata, nel frattempo) a restare nel momento, respingendo ogni attacco che viene dal passato o dal futuro.
È un grande sforzo di concentrazione, sai?
Soprattutto è di vitale importanza.
Si dice che le persone che vivono nel presente siano anche quelle con cui è più gradevole vivere. Che sia vero non lo so, dovrei chiederlo a te. Ma questo, adesso, è secondario.
E sai perché, in fondo – in mezzo alle discussioni, in mezzo ai silenzi, in mezzo alla distanza – è gradevole stare con me?
Perché possiedo una gentilezza di fondo che potrebbe suonare banale, ma credimi, non lo è.
Anzi, è una rarità.
Io ho la gentilezza di esserci. Ci sono quando tu non ci sei, ci sono quando mi parli, quando resti in silenzio, quando ti arrabbi.
Ci sono, e non sono altrove, quando faccio l’amore con te.
Ho imparato a non cedere all’andanza, a rinunciare alla frenesia di vivere che contraddistingue i nostri anni, a quella malattia del futuro che mi porterebbe altrove, distante, non presente. Ho imparato a non cedere all’andanza e quindi a non cadere nel tranello della dislocazione della felicità: non la cerco nel futuro, non faccio grandi progetti, non mi circondo di fantasmi. Non sono proiettata in avanti e quindi non rischio di lasciarti la mia assenza.
Sono certa di amarti costantemente nel presente. Sono sicura che lo senti, che ti amo oggi. E non domani. Forse anche, ma il domani di domani sarà di fatto oggi.
E proprio perché ho imparato ad amarti oggi, voglio imparare a parlarti nel presente.
“Mi ami, oggi?”
Presente testo di parlodime