Dubbio, ricerca, bisogno di rinascita.
- Nota dell'autore Pennino
Testo: "La pelle del fiume" di Pennino
E se fosse che il tutto, pletora di semi confusi tra crosta ed orizzonte, cerchino germoglio nelle sillabe vecchie d'un inverno a venire, in cascame di filari d'alberi.
Sull'argine siede la pelle, l'incoscienza del fiume e l'acqua è fessura, crepa che contiene l'impeto anarchico di temporali sino alla foce, primo vagito del mare.
Pietra, attendi l'acqua senza perdono, miocardio di polvere in bilico, diviso passato sedimento di presente, d'incoscienza calco. Sii luogo nel tempo...
Mi parve un attimo e la nudità dell'alba era così fragile e complessa, istanti da scegliere mucchi di cose da scorrere e passi da ascoltare, non ancora nati forse già tremendamente assenza.
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