"La pelle del fiume"

scritto da Pennino
Scritto 6 anni fa • Pubblicato 6 anni fa • Revisionato 6 anni fa
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Dubbio, ricerca, bisogno di rinascita.
- Nota dell'autore Pennino

Testo: "La pelle del fiume"
di Pennino

E se fosse
che il tutto,
pletora di semi
confusi tra crosta
ed orizzonte,
cerchino germoglio
nelle sillabe vecchie
d'un inverno a venire,
in cascame
di filari d'alberi.

Sull'argine
siede la pelle,
l'incoscienza del fiume
e l'acqua
è fessura, crepa
che contiene
l'impeto anarchico
di temporali
sino alla foce,
primo vagito
del mare.

Pietra,
attendi l'acqua
senza perdono,
miocardio di polvere
in bilico, diviso
passato
sedimento di presente,
d'incoscienza calco.
Sii luogo nel tempo...

Mi parve un attimo
e la nudità dell'alba
era così fragile
e complessa,
istanti da scegliere
mucchi di cose
da scorrere
e passi da ascoltare,
non ancora nati
forse già tremendamente
assenza.
"La pelle del fiume" testo di Pennino
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