È passato un mese, ancora silenzi e vuoti, Vuota la voce, apatico pensare che manchi. M’accogliesti, ad ogni visita un pensiero per me ed io non so se piangere. Ancora, Silenzi e Vuoti, una quiete sul mare son le tacite correnti che logorano. Io amo tua figlia, volevo fossi eterno, illuso averci creduto ma sapevo che sapore aveva quella tempesta. Un tempo fui re sulla mia arte, poi spensi tutto per esser uomo ma fosti tu a dimostrare il mio torto. Un mese e quella casa mi sembra un cimitero. Vorrei rimanere fuori dal cancello, aspetterò che passi l’inverno per viaggiar con la mente su nuovi lidi, parole che riparano il cuore, braccia che cingono ella, ed io che da quella morte vago la notte ricercando equilibrio con il pensiero che mi culla.
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